11 Settembre 2009
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Viaggi
di Adriano Lovato
1 lap top toschiba del 2000
3 lap top texas instrumest
1 porta bottiglie da 24
2 due modem alice
1 nokia n70
1 skateboard
1 stampante canon
1 pc torretta con monitor tastistiera,mause
1 chitarra fender copy blackie
1 stampante lexmark
1 giacca lady frankthomas
1 panta lady frankthomas
1 casco nolan n-con e42 jet
No! tranquilli non è la lista nozze, è tutto ciò che avevo in garage e poi venduto sù ebay per potermi permettere questo viaggio.
Otto nazioni visitate, Slovenia, Croazia, Bosnia, Montenegro, Albania, Macedonia, Grecia, Italia, voi direte perché quest'ultima?, perché ogni volta che ritorno, caso vuole nel Salento, scopro sempre più cose da vedere, come girare in moto per Bari vecchia.
Non so come iniziare a raccontarvi questo viaggio per quante cose viste, forse perché i tanti luoghi visitati diversi e paradossalmente in certi casi simili , mi fanno perdere nei ricordi tanto da non capire come iniziare questo report.
Beh! Iniziamo!
La Slovenia la passo con indifferenza, eccetto una brevissima sosta a Pirano: paese confinante con Porto Rose, paesino di pescatori divenuto centro turistico che di certo non mi fa rimpiangere la breve sosta prima di riprendere per Rovigno.
Certo in Slovenia si possono vedere altre cose: le grotte di Postumia, seconde solo alle Grotte di Castellana (Puglia), Fiume la capitale, il parco nazionale. Tutte cose che ho già visitato e che consiglio di vedere. Ma come si dice: il tempo è tempo.
Rovigno è la prima destinazione di questo viaggio, città che pur avendo visitato più volte ci ritorno sempre con piacere. Soggiorno in un campeggio, Il Biondi, credo il solo che portassero i cornetti in tenda al mattino. Permanenza durata due giorni, più che sufficienti per riprendere il viaggio con il primo degli inconvenienti: la rottura della chiave dei bauletti laterali Givi monokey.
Credo di non aver mai desiderato di uccidere una persona in cinque minuti ma poi riflettendo ho capito che anche quello faceva parte del viaggio avventuroso che iniziavo a fare.
Problema risolto solo a Spalato per mezzo di una concessionaria Yamaha affiliata Givi, grande Givi!, Nel frattempo, però, ero riuscito ad estrarre il pezzo di chiave incastrato nella serratura del bauletto e infilarlo nell'altra per aprirlo. Per quanto riguarda l'aggancio, per fortuna, era separato dalle chiusure così da permettermi di fare un bel giro di corda che come si dice “non fà mai male”!
La costa Croata da Rjeka cambia completamente espressione, ti sembra di correre su quei paesaggi proposti dal National Geographics. Credetemi, ad ogni curva appena girate le varie montagne che costeggiano la costa, rimani sorpreso dalle mille sfumature che l'Adriatico offre.
In questo viaggio non sono mancate le altitudini, da 1 a 1, un metro di strada con un metro d'acqua, ai 1670 di Meztovo in Grecia e gli sbalzi di temperatura, dai 37/38+ gradi ai 11+.
Certamente l' andatura sulla costa non è altissima, le medie fatte si aggiravano sui 60km/h, ma ripeto ripagate dalla bella vista panoramica.
Sosta obbligatoria a Zadar per stanchezza, città che non consiglio di visitare perché non c'è nulla da vedere. Forse più adatta al turista in cerca di svago serale, visti i locali e città abbastanza trasandata viste le innumerevoli scritte sui muri.
Spalato, al contrario, merita due/tre giorni. Una città antica, con il suo Palazzo Diocleziano, gli innumerevoli locali che si rianimano al calar del sole e la bella gente che ti accoglie piacevolmente. Consiglio di alloggiare anche a 10km come ho fatto io, costa meno, poi per il centro ci si arriva agevolmente dalla tangenziale.
Il palazzo è molto grande quasi da creare una città nella città, arricchito da negozi alla moda, ristoranti, Vine Bar che rendono di sera il tutto più magico.
Da Spalato prendo direzione Bosnia, seguendo la costa prendo in seguito un piccolo passo di montagna non molto agevole, pendenza del 11%, strada stretta, sempre a strapiombo sul mare la quale si collegherà poi alla via principale per la Bosnia, certo c'è l'autostrada ma non mi facevano impazzire i viadotti con le raffiche di vento di oltre 100km/h che c'erano, e poi la strada costiera è tutta un altra cosa..
L'arrivo in Bosnia è stato emozionante, la Croazia invasa dai turisti Italiani mi dava la sensazione di essere rimasto a casa se non era per il paesaggio, ma la Bosnia è un'altra cosa.
Alla dogana filo via come un missile, eccetto per tutti i camperisti Veneti, che pretendevano di oltrepassare il confine con la carta di identità, con la presunzione di credere di essere ancora in Europa, risoltasi per loro con una piccolissima mancia o almeno credo.
Voglio già fare una premessa, in questo viaggio non sono mai stato fermato per mance in lecite, ho lasciato la moto sempre in custodita, le varie polizie locali, sempre cordiali e disponibili con un inglese molto migliore del mio non mi hanno dato problemi+, e se qualcuno capiva che ero Italiano o per l'accento o per la targa, subito pronti a menzionarmi in un frasario italo locale i luoghi visitati, come Canttaro da un Catanzaro, un Neipoli da Napoli, un Lekki da Lecco.
La strada al confine Bosniaco non è delle migliori, come detto filo via!
Il paesaggio cambia radicalmente, da un mare blu inteso della costa Croata, passo al povero e montuoso dell'altopiano Bosniaco, con case povere, Mercedes degli anni 70 che ti sfrecciano davanti, qualche carretto trainato da asini. Però qualche accenno di ripresa c'è, visti i concessionari di Bmw, Audi, trovati lungo la strada per Medugorje e Mostar.
Medugorje si presenta a noi molto umile, fortunatamente non è stata ancora completamente presa d'assalto dal sistema ricettivo turistico. Paesino di campagna, tanto semplice da poter permettere di arrivare con la moto nel luogo dell' apparizione della Madonna a una distanza di venti metri.
Un luogo al contrario..... non so! Non è come andare da Padre Pio dove il tuo credo viene elevato da quando sali il monte a quando vai via. A Medugorje arrivi un po' scettico e te ne vai, per qualche motivo spirituale, arricchito nel cuore .
Proseguo per Mostar, la città che si presenta di fronte ha ancora i segni forti di una guerra tutta da dimenticare: case abbattute da colpi di mortaio, palazzi distrutti, facciate e facciate di palazzi mitragliati. Tante sono state le pallottole spese dai Serbi, talmente tante che le vendono perfino sotto forma di penna Bic o come porta ombrelli recuperando i vuoti dei mortai.
In un chiosco tra i tanti sul ponte, una signora voleva vendermi un Smith semiautomatico a 300 euro.
Una città che a poco poco sta cercando di risollevarsi; una città dalla religione islamica con una grossa influenza Turca. Numerose sono infatti le moschee con il loro classico richiamo all'islam ogni 3 – 4 ore.
Una nazione dove la moneta (il Marco Bosniaco) col cambio in euro permette al turista di deliziarsi nei vari ristoranti dell'ottimo pesce fresco (consiglio il ristorante Taurus adiacente al ponte, pesce freschissimo al costo di 12euro a coppia, in Italia la stessa cena di qualità l'avrei pagata 150euro).
Da Mostar, dopo un piacevole soggiorno in hotel rientriamo in Croazia per raggiungere Duvrovnik. Non ho pensato di proseguire per Seraievo perché allora il giro sarebbe stato: Shopie o Scopie come la chiamano i locali la capitale della Macedonia, Ohrid per poi entrare in Grecia.
La Croazia come dicevo è una nazione molto free, se pensate che le vere trasgressioni in questa nazione sono il mare, i campeggi naturalisti e le donne ( credo di non aver mai visto tante donne così belle oltre alla Bosnia, poi la Vale mi ricorda la Morrich e i conti tornano). Molto accattivante è anche la Bosnia (oltre alle donne) soprattutto per i costi molto bassi se paragonati all'Italia: si dorme in appartamento o appartamani o ancora meglio sobe (come dicono)o in hotel spendendo dai 30 ai 50 euro per una doppia senza colazione; si mangia con 10 euro a coppia in ristorante. Una nazione insomma dove tutto è permesso, perché il turista deve divertirsi, spendere!
Da non dimenticare le isole: l'arcipelago Croato non ha nulla a che invidiare a molti altri arcipelaghi che conosciamo. Krk, Pag, Rab sono solo le tre isole più conosciute delle venti e passa. Ottimi luoghi da trascorrere una vacanza.
Duvrovnik fa il suo effetto quando si scende dalla collina per poi andare a parcheggiare a ridosso delle mura. Da' la sensazione di città medievale: imponente, storica, affascinante ma costosa e impossibile da visitare considerato l'orda di turisti. L'abbiamo visitata, infatti, in un solo giorno!
Ospite d'onore del golfo il Magnate delle telecomunicazioni Russo Gorki, con il suo Jhott a forma di sommergibile, con tanto di piscina..... Era immenso!!!!
Riparto al mattino, dopo una seria colazione e un vaffanculo al campeggio ( l'unico che aveva per piscina uno stagno con tanto di zanzare, penso il più brutto in assoluto) con destinazione il fiordo e la città di Kotor – Montenegro. Arrivo alla dogana e dopo aver superato tutte le auto in coda, mi fermo affianco ad un motociclista di Treviso che scendeva anche lui per l'Albania e la Grecia in sella ad una Gs 1200. In sua compagnia passiamo la prima parte della dogana Croata-Montenegrina, alla seconda, ci affianca un signore italiano di 65 anni in bici, partito da Lecco. L'ovazione dei turisti in auto vedendo quella targa Italia posta sul retro della bici era da tifo da stadio.
Una dogana piena di sorprese, perché appena oltrepassata l'ultima parte, vedo nel senso opposto (confine Montenegro- Croato) una coppia in sella ad una NTX Guzzi 650 enduro, prima serie. Gli chiedo come era dall'altra parte e mentre mi rispondono mi accorgo di conoscerli. Cazzo! Erano i ragazzi di Bergamo conosciuti durante il viaggio in Turchia del 2007, manco ci avessimo dato appuntamento!
Attraverso a piedi passando dal lato Montenegro a quello Croato che la polizia comincia ad agitarsi fino a quando spiegando l' incontro tutto si limita a sorrisi.
Loro arrivavano dall' Albania, dopo aver passato la Romania, la Bosnia, il Montenegro e stavano entrando in Croazia. Che dire: un bel incontro!
Il Montenegro è una nazione molto semplice piena zeppa di polizia: penso di aver contato una pattuglia ogni 4/5km. Una nazione dove fanno da padroni i casinò e che mette a disposizione in tutto il territorio nazionale wirles e sms gratuiti.
Arrivo a Kotor o Cattaro città posta di fronte al fiordo, uno dei più belli dell'Adriatico. Trovo un hotel e subito parto alla scoperta della città storica: città non molto grande ma piacevole da visitare di giorno e ancora di più di sera che si riempie di vita. Qui la moneta (l'euro) non ci lascia molto margine ma con mia somma sorpresa i prezzi dei ristoranti sono più che ottimi.
Deliziato da un pasto locale a base di salcicce piccanti Montenegrine, m' allieto tra le viuzze della città notando una cosa: la crisi non ci aveva mai lasciato! I turisti in questo viaggio hanno si
riempito hotel, pensioni e quant'altro ma solo per poter andare al mare e poter prendere il sole, la cena e il pranzo sono stati consumati in camera dopo una spesa al market.
Il fiordo, come dicevo, per qualche istante ti fa sembrare di essere in Norvegia. Kotor non è la sola cosa da vedere, sono belli e stancanti anche i 1500 scalini che si fanno da torretta a torretta d'avvistamento, posti verticalmente sul mont , la veduta al centro è spettacolare, polmoni a parte, pensate che Red Bull ci aveva fatto una gara pochi anni fa.
Da vedere anche le due isolette poste sul fiordo, un' artificiale l'altra naturale.
Passati due giorni a Kotor, ripartiamo verso l'Albania.
Vi chiedo come immaginate nella vostra mente questo paese?.
Beh! Inizio a dirvi che per raggiungere il confine si passa attraverso delle vie strette tra campi dall'erba bruciata dal sole, con l'incontro di qualche gregge di pecore o asini lasciati liberi. Un confine post guerra, post sovietico, dove la polizia si dimostra gentile e sorridente, dandoci il benvenuto in Albania alzando i pollici all'insù'.
Apro una parentesi: tutto ciò che ho letto e sentito anche a poche centinai di metri prima dalla dogana da due motociclisti Olandesi, non ne ho trovata una, che intendo? la buca!
Certo, entrati l'aspetto non è dei migliori, immaginate Napoli quando era sommersa dalla spazzatura. Idem: l'odore iniziale dell'Albania è di spazzatura.
Subito bambini scalzi ci rincorrono, salutandoci con un italiano perfetto, per strada si vedono buncher anti atomici, cimiteri d'auto, pezzi d'auto sfasciati, gommisti improvvisati sotto a delle baracche, rivenditori di macchinari per il controllo e la bilanciatura delle gomme in mezzo, e autolavaggi. Tutto questo fino a Tirana.
Tutte le macchine che girano in Albania sono targate Italia, poi mi rendo conto che sono quelle che i nostri concessionari rientrano e smerciano all'estero o sono quelle rubate.
La gente però è cordiale e disponibile: non parlano molto l' italiano, allora per aggirare il problema chiamano l'amico dell'amico che forse conosce la nostra lingua. Si sorprendono per la visita nel loro paese, ti chiedono da dove arrivi e dove stai andando, ti invitano a bere, ecc..... Preciso che in questo viaggio ho sempre pagato in euro e in Albania per quanto si possa dire o sentire ho sempre ricevuto il resto esatto o in moneta locale o in euro .
Gli albanesi, come vi dicevo sono un popolo cordiale, gran lavoratore, la maggior parte venuta in Italia a lavorare, anche nei campi di pomodori, sono riusciti per il contro valore della moneta 1 a 137 lek, ad acquistare ristoranti, hotel, pompe di benzina, bar,ecc...I buoni sono tornati, il marcio è rimasto in Italia, parola di un Albanese.!
Tirana non è diversa da qualsiasi altra città all'ora di punta, con la sola differenza che il semaforo è un' opzione cromatica a tutto ciò che lo circonda in quanto tutti passano con il rosso.
Una città e nello stesso tempo un mix di varie etnie, in alcune zone sembra Izmir -Turchia-, in altri quartieri, sembra Napoli -i quartieri Spagnoli per intenderci-, in altri ancora sembra una sottospecie di Milano da bene. Certo si nota un cambiamento progressivo, ma a me non piace come tutto il resto dell'Abania. Restiamo, pertanto, solo una notte a Tirana tanto per riposarci e passeggiare come un Italo- Napoletano per il centro, indisturbati e coscienti di dove andavamo.
Il giorno dopo spacco l'Albania perpendicolarmente tra i passi di montagna fino ad arrivare al confine Macedone e noto come i copertoni dei camion usati dagli Albanesi fossero ottimi gard rail nei passi di montagna. A farmi notare questo è stata una golf che in un tornante, dopo una pioggia battente, era finita dentro ad uno di quei effatiscenti gard-rail.
Entriamo in Macedonia, pagando 2euro per mancato avviso dello stato Albanese. Subito iniziamo a vedere, scendendo giù dalle montagne l'incantevole lago di Ohrid : il lago più antico del mondo dopo il Titikaka, che con la sua estensione di 450km2 e la sua profondità di 300mt è il lago più importate d'Europa, patrimonio dell'Unesco.
Ai piedi del lago si estende il paese di Ohrid : un pesino medioevale arroccato su di una collina fronte lago che come tutti i paesini medioevali è circondato da mura e torri di avvistamento.
Veniamo ospitati previo pagamento da una famiglia macedone trovata alle porte del paese che ci lascia a completa disposizione il piano superiore della propria casa, come diceva il proprietario: “only for you” ,casa modesta ma pulita e tranquilla”!
La gente è tranquilla, la maggior parte dei turisti che soggiornano, sono Greci, Serbi, o Macedoni residenti a nord del paese, per il resto tutto tranquillo: locali dai nomi un po' pittoreschi come “ Cosa Nostra, Il Padrino”, campeggio fronte lago, moto con un vistoso 46 sul parabrezza e con mio stupore belle R1, penultimo modello, Mv Augusta F4, Ducati 848 e tutte le varie Fz,Zx. Cosa strana da vedersi in una nazione dove il rapporto cambio è 1 a 7.
I dolci sono una costante nei Balcani. Pensate che in Croazia i cornetti sono un 10% più grandi per arrivare al triplo in Macedonia, poi il costo di una cena a base di pesce al ristorante si aggira mediamente sui 15/25euro a coppia (immaginatevi due orate o due branzini per due, quanto l'avrei pagati in Italia).
Dopo due giorni, trascorsi in camminate, giretti in barchetta dei pescatori sul lago al costo di 5 euro, riprendiamo il viaggio convinti di arrivare in Grecia, a Thessalonico, la seconda città più grande del paese .
Una città che non credevo fosse così viva, infatti, lungo la banchina del porto fronte mare, si trovano una miriade di locali frequentati da ragazzi dai 20 ai 35 e poi la torre bianca, le varie agorà sparse che permettono un percorso a piedi dalla durata massima di quattro ore per visitare .tutta una storia firmata Grecia..
La città come dicevo è molto viva e costosa, se penso ai due caffè italiani pagati 6,60€, all'hotel (il meno costoso in assoluto trovato in centro ha voluto 70euro per una doppia con colazione). Restiamo giusto il tempo per visitare qualche rovina e godere della movida notturna e ripartiamo l'indomani mattina per le Meteore.
Per chi conoscesse solo l'autostrada che da Patrasso collega Athene, 220km c.a, sappia che non ha visto nulla! Certo tutte belle larghe, ma con zero distributori e zero servizi, eccetto per qualche wc biologico messo lì per caso.
Anche i Greci hanno la spazzatura e forse più di noi, ma perché non hanno i bidoni? Non esistono o non li vogliono mettere???
Arrivo alle Meteore un pò scazzato, perchè nei diversi posti dove mi sono fermato a bere un caffè o dell'acqua mi è sembrato di dare quasi fastidio che ordinassi qualcosa! Forse perchè italiano? Boh!!!
Comunque raggiungo il Koka Roka Room, una pensione sotto le meteore a gestione familiare, dove la madre del titolare faceva tutto. Ogni volta che la incontravi ti diceva:” No smocking in the room”, che palle!.
Che dirvi di queste meteore? Luoghi divenuti il rifugio di monaci al tempo dei Turchi, raggiungibili a piedi o in funivia. Nel complesse carine! Piu bella, però, la Cappadocia o ancor meglio le nostre dolomiti.
Il giorno dopo prendiamo la strada per Meztovo e Jogomenizza con destinazione Corfù.
Arriviamo in mattinata e dopo aver preso i biglietti per il ritorno in Italia da Corfù , riusciamo a salire immediatamente sul traghetto. Neanche fosse un pulman!
Arrivo sull' isola dopo un'oretta e mezza circa e inizio subito a cercare una camera, non mi andava il campeggio.
Trovo una stanza a Guvia al costo di 60€ a notte con colazione e una spiaggia di fronte non proprio bellissima, direi melmosa e non poco. Il nostro soggiorno sull'isola è durato tre giorni, sufficienti per conoscere: spiagge migliori di quella dell'hotel come quelle del versante Ionico, il centro storico di Corfù e...Devo dire che i Greci sono peggiorati negli ultimi anni considerati i prezzi cari e il trattamento poco cordiali con i clienti. Non sono rimasto soddisfatto della Grecia, forse è diverso e quindi migliore quando si visitano i luoghi più noti della Grecia, come: Athene o qualche isola come Michonos o Santorini.
Arrivo in Puglia, Brindisi, dopo sei ore e mezza, con un addio sonoro alla Grecia, sbarco e prendo destinazione Cellino San Marco. Da subito dico alla Vale:" ma abbiamo fatto tanta strada quando bastava venire qui, strade rotte, gente che corre come capita, ma non è che siamo ritornati in Albania?".
Il soggiorno è piacevole, trascorro il tempo girellando tra porto Selvaggio e la zona Barese. Un girello quest'ultimo che mi porterà: all'interno di Bari vecchia, zona off limits fino a poco tempo fa, Polignano a mare e Cisternino. Ci credo che i Baresi stanno bene, hanno tutto: il mare splendido e se ne hanno voglia anche la montagna, il Gargano. Cosa chiedere di più da una provincia?!.
Concluderò questo viaggio con 4500km o poco più, con un rientro non dei migliori: 14 ore per fare più di 1120km, la manopola del gas dura dai fili consumati (provocando un male alla mano della madonna), la gomma posteriore con vistose crepe tra i tesselli laterali causati dalla calura dell'asfalto e il carico. Rientro dalla zav a Treviso alle 22,35 dalle 8,15 del mattino che correvo!.
Che dirvi altro, un viaggio dove gli scenari cambiavano letteralmente, come una diapositiva, gli aneddoti sono stati molti, la gente incontrata pure e l'unico desiderio che avevo il giorno dopo, risvegliatomi con ancora nelle orecchie il rombo del vento, era di risalire e ripartire per altre destinazioni. Certamente se la moto potesse parlare potrebbe solo dire: “ avete finito di rompermi i c.....i! E che c...o! Ma comprati una bmw quelle si che non capiscono un c...o e corrono sempre, sempre se vi capite con la lingua e l'elettronica.




