04 Dicembre 2007
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Viaggi
È una idea a far partire il meccanismo in ogni cosa.
Non si sa da dove e come arrivi, si installa nella testa senza motivo, facendo tutt'uno con la voglia di viaggiare di conoscere e quel pizzico di follia che risiede in ognuno di noi.
Non c'è stato un motivo logico, anzi tutto è partito da un discorso, quei discorsi di nulla che si fanno a tavola, senza renderci conto ci diciamo:" ma perchè no! la Turchia il prossimo anno", gli amici saputo dell'idea, continuavano a dirci:" Ma perchè la Turchia, un paese dove la temperatura massima è di 46 gradi e in alcuni luoghi scende fino i -5 e oltre, e poi è pericoloso".
Noi fissando il vuoto come fanno due discoli dopo aver fatto una marachella, con un sogghigno sul viso rispondevamo con un Bho!
Prima cosa, subito ad acquistare una cartina della Turchia per improntare la bozza del viaggio, inizialmente avevo pensato arrivati a Cesme da Brindisi, di eseguire un giro in senso orario salendo per Istambul, scendendo poi per Ankara, Capodoccia, per poi proseguire fino a Nemrut Dagi sfiorando i confini della Siria, costeggiando la costa Turchese per poi risalire fino a Konya, Pamukkale, Efeso, Izmir, e ultimo Cesme con ritorno sempre via mare ma non più per Brindisi ma per Ancona risparmiando 600km poco più arrivati in Italia
L'idea era buona anche se mancavano molti punti da valutare, già, dai cerchietti fatti in matita, mi resi conto che le distanze iniziali tra tappa e tappa sarebbero state notevoli di più che in senso anti orario impostato inizialmente.
Secondo e solenne il tempo a disposizione, il quale gia ci portava a ridurre di un bel pò i luoghi da visitare, non avevo voglia di creare una vacanza alla mordi e fuggi solo per far km, volevo evitarla.
Terzo i costi e qui apriti celo, già la notizia che la benzina in Turchia costasse 1, 650 di euro per litro mi faceva pensare un po', poi il pernotto, mangiare, extra, imprevisti e quelli non mancano mai come poi ci è capitato, che già eravamo nel pallone, certo forum, siti, ci hanno dato una grossa mano ma ancor di più tra gli iscritti in Lissta (vedi Lissta Transalp Italia) di vecchio pelo che mi diedero degli ottimi consigli, risultato fù 20 giorni 5000km c.a, con partenza da Venezia imbarco a Brindisi per la Turchia e ritorno Turchia- Ancona ed ultima cosa buona e saggia un bel tagliando dal " mecca" Bigatello Enrico detto Biga anche lui possessore di una TA del lontano 1987, che per poco da quante cose sostituite un altro po' sostituivo la moto.
La vacanza parte molto prima, approfittando della Vale che sta in Puglia parto il primo del mese per passare una settimana nel Salento (vedi Viaggio in Salento 06 ), settimana tranquilla passata forse con l'ansia per la vera partenza.
L'Otto Agosto saranno in 8 i motociclisti che si imbarcheranno sulla Marmaralinees, una KTM LC4 650, V-STROM 1000, due GUZZI, due FZ6 YAMAHA, BMW GS 1100 e la mia, non vi dico le bestemmie per bloccare la moto che già da li la diceva tutta sul nostro soggiorno in quella nave, di fatti per arrivare in Turchia ci abbiamo messo 36ore, trascorse nella scomodità più assoluta nella confusione di orde di Turchi accampati con bambini urlanti che rientravano al loro paese per le vacanze, avevo già preso un passaggio ponte nel 2003 quando in sella ad uno scooter 250cc feci il giro di una parte della Grecia, non me lo ricordavo così!
Durante il viaggio in Turchia più precisamente in Cadoccia cercammo di contattare l'agenzia di riferimento della Marmara per un rimborso o un eventuale prenoto cabina ma, scopro che le navi Turche fanno schifo e quelle Greche no! evidenziando la differenza con un esempio semplice, Fiat Vs. Bmw.
Averlo saputo! Avrei preso un traghetto per la Grecia destinazione Umenizza per poi iniziare il tour direttamente da Istambul, oppure era meglio passare direttamente dall'Albania dritto fino ad Istambul, mi sarei divertito sempre di più.
Sbarchiamo alle 18, 30, 17, 30 ora Italiana del 9 Agosto, già nella mia mente calcolavo un'oretta alla dogana e poi via a Efeso tanto sono solo 170km mi dico, ma nulla da fare, dopo il controllo del controllo che controllava il controllo, usciremo alla 21, 30 ora locale con conseguente sosta in un hotel a poche centinaia di metri al costo di 70lira Turca con due miseri caffè per colazione tutto ciò dopo una lotta al ribasso dal prezzo di partenze di 90 Lira.
Il giorno dopo alle 8 si beve in fretta, si paga, li si manda a "cag… e" via verso Efeso.
L'autostrada è immediata, poche centinaia di metri siamo al casello, l'autostrada è bella larga nuovissima, poche macchine quelle che ci sono, invece di sorpassarci rallentano, ci guardano con una espressione sbalordita e ci salutano.
Avevo già notato questo comportamento appena sbarcati, i Turchi ci guardavano e guardavano la moto e noi li a guardarli senza capire questo stupore da cosa fosse prodotto, inizialmente l'effetto di essere un extraterrestre è forte, poi ci si abitua con piacere, in seguito alla vacanza capiremo perché i Turchi guardano i motociclisti con tanta ammirazione .
Ad Izmir sbaglio uscita, mi infilo in uno svincolo ma poi mi ritrovo con una perdita di tempo di 20minuti, tanto mi sono detto siamo in vacanza.
Piccolo aneddoto.
Premetto che l'inglese lo parlo a livello di terza elementare non perché non lo abbia studiato ma perché non ho potuto perfezionarlo nel tempo.
Mi trovo ad un semaforo dopo aver sbagliato l'uscita, sono le 8.30 del mattino e sono già 35 gradi, affianco a me ho un furgone tipo pick-up con a bordo 4 muratori Turchi ad una distanza di mezzo metro, col finestrino giù, radio accesa, sigaretta in bocca, tutti e quattro che commentano e guardano la moto, io li che fisso il semaforo, inconsciamente preso da una tranquillità casereccia e allo stesso tempo con una preoccupazione crescente della serie: "dove c…..o sono finito!", di scatto mi giro e gli dico:" HO! DOVE SEA LA TANGENSIAE PER EFESO." Il Turco alla guida mi guarda con faccia sbalordita, confabula con i tre e mi risponde:"ab+/ze-+dt-amm a-/*zt…… LA'.Quel "LA'" con la mano a segnarmi il retro del furgone, alzo lo sguardo e l'entrata della tangenziale era li dietro a me, ringrazio con Thanks!, Ciao, Grazie! e sparisco, che dire:"
(Anca in Turchia si parla el Venexiano.)"
Da li in poi molti altri ci aiuteranno ma sempre in inglese o italiano.
Pernottiamo a Selucù in una pensione a gestione famigliare, la Homor Pension per 35lira con colazione in una stanza fatta in bagno pulita con wc in comune nel quale alla sera troveremo nel lavabo tanto di quel vomito da averlo intasato, thantk Mr. sta minchia ovunque tu sia.
Sempre in mattinata visitiamo Efeso, il sito è idilliaco, suggestivo a tal punto che rimaniamo incantati, un po'meno idilliaci era la orda di turisti chiassosi e invadenti che odieremo in tutte le località che visiteremo quasi all'limite dello scatto di nervi, la visita ci porterà via tre meritate ore fino al primo pomeriggio, per poi fare una capatina verso la costa fino sera, dove verremmo invitati al nostro ritorno sul tetto della Homor Pension a bere del vino arancido guardando il tramonto.
Cena a base di alcune delle specialità turche preparate dalla "momm" della proprietaria, per poi via in centro per un tè e una Whater Pip o Arghilè alla banana sperando di digerire.
Il giorno dopo alle 8 sveglia, colazione a base di uovo sodo, tè, pomodori, cetrioli, olive, pane, burro e marmellata, dopo tutto questo ben di Dio il mio fegato poteva pure rimanere li, ripartiamo con destinazione Pamukkale, che dire lascia di stucco, appena si passa l'arcata" Welcome to Pamukkale" si scorge in lontananza la collina di bianco neve e più ci avviciniamo e più la sensazione che sia ovatta è maggiore, invece è travertino creatosi nei secoli che dalle sue forme tonde fa apparire Pamukkale un batuffolo .
Già in Lissta, chi c'era già stato, mi aveva segnalato un hotel a 50mt dal sito, l'hotel pensione Pamukkale, un Hotel con piscina, con camere pulite, con bagno e aria condizionata, al prezzo di 35Lira cioè 20€ a notte con colazione, il posto bellissimo la proprietaria un po' meno, cercava di vederci di tutto e più dicevamo Thantk no!, più le si incazzava.
Pamukkale è presentata ai turisti con le vasche di travertino, senza precisare li sito archeologico romano posto dietro, resti di una imponente città romana fatta edificare al tempo come punto di osservazione strategica militare, la quale assieme alle vasche dominano la vallata, al centro di questa area archeologica si trova un museo e una piscina chiusa con bar turiste russe avvenenti che fanno il bagno.
Il tutto lascia per l'ennesima volta esterrefatti, la sensazione di camminare scalzi sul travertino con questa acqua sorgiva che ti scorre tra i piedi, nuotare su di queste vasche createsi nei millenni ci sembrava di stare su di un pezzo di paradiso, poi i turisti qui Russi con sigarette e l'invadenza di sempre a rompere l'incantesimo.
Il giorno dopo alle 8 del mattino partiamo per Konya, specifico non è che avessimo l'intenzione di svegliarci sempre alle 8 come un rito o come un accordo di orario di partenza, ma alle 7.30 poco prima, come da usanza mussulmana per 4/5 volte al giorno, contemporaneamente in tutta la nazione nelle moschee partiva una voce a tutto volume la quale tradotta ricorda a tutto il popolo islamico che Hallà o Allà è il solo, l'unico, l'islam è la nostra fede, Hallà ci salverà e cosi per 4/5 volte, un giorno persino alle 4.30 del mattino.
Piccola battuta.
In Italia:, immaginate se ci fosse una cosa così, che direbbero?, invece delle moschee centri amministrativi della Guardia di Finanza, che a megafoni spianati, divulgando per 4/5 volte al giorno:" Le tasse!, le sole e uniche, le tasse!, ricordati di pagare le tasse! solo così sarai purificato, le tasse ti salveranno, Pagale!".
NO COMMENT!
Raggiungendo Konya vediamo un macello di traffico salire, il che considerato la città e il poco che offriva come era riportato sulla Lonley decidiamo di tirar dritto fino in Cappadoccia, sono le 15.30 del pomeriggio e sono 40gradi.
Altro piccolo aneddoto:
Ci fermiamo in mezzo ad un incrocio sopra le strisce bianche, non riuscivo a leggere bene la cartina sulla sacca serbatoio, cercavo una strada per aggirare il centro della citta' per portarmi sul lungo rettilineo per Aksery.
Siamo li con gli sguardi sulla carta tutti e due che si affianca un furgoncino modello Wolwaghen degli anni 70 bianco tinta unita dalle parti color ruggine, saltano giu' tre tipi, quasi al volo, ci guardano con in faccia una espressione mista di felicità, ammirazione, curiosità, stupore.
Con un lessico misto turko e inglese mi chiedono se avessi problemi, da dove venivamo e di seguirli, così feci , li seguii fuori dal caos dell'incrocio per fermarci a lato di una traversa, mi guardano la carta come se fossero loro a dover andare in Cappadoccia, con una moneta mi disegnano il mappa sull'asfalto.
Che dire :-O! alla faccia dell'ospitalità, altro che in Italia.
Prendiamo così il lungo rettilineo di 180km che collega Konya ad Aksery, un rettilineo fatto con un righello quanto è' diritto, il caldo è assurdo tanto assurdo che ai lati l'erba secca prende fuoco, ad un area di servizio veniamo a conoscenza da una famiglia turca-olandese, l'unica che mangiava in quel deserto, l'unico posto di ristoro, che la temperatura era di 46gradi, "bella notizia mi dico".
Assurda quella strada, piccoli vortici d'aria che appaiano prendendo forza assumendo forme di vere trombe d'aria, sparendo per poi materializzarsi davanti a noi con consueto zizzagamento e incipriata al viso e a i filtri, ad un bivio fatti i primi 80km ci fermiamo a chiedere una informazione stradale ad una pompa di benzina, il tipo che ci fa? Sparisce! e si ripresenta pochi secondi dopo con due bicchieri di aranciata con un sorriso ammirevole, forse avrà visto due facce disperate dalla caldo.
Capadoccia, altro paesaggio che non ti fa rimpiangere i 500km e passa sotto la calura, paesaggio lunare, se li osservi bene i comignoli sembrano fatti da una macchinetta che spara panna montata, molto pittoreschi ma mai come i camini delle fate che in punta al comignolo c'è veramente il cappello di una fata forse assomiglia di più ad una strega, bho! Fate voi!, ad ogni modo stellare, poi tutto ciò che vi offre non vi basta a poche centinaia di metri dal centro c'è un museo sugli UFO visitatelo.
Ad ogni spostamento avevamo preso il vizio involontario di festeggiare l'arrivo in ogni località con una deliziosa cena in ristorante, come a premiare la riuscita di un passaggio ad una città all'altra, come un piccolo premio per l'impresa fatta e sempre in quella occasione decidevamo la nuova destinazione per il giorno dopo, quale fosse la strada migliore, ecc, ecc.
Ècapitato di condividere questo gesto anche con altri motociclisti Italiani che vedendo due in un ristorante con una cartina spalancata facevamo solo venire la voglia di chiederci da dove venivamo che giro stessimo facendo.
Un gruppo di Milano in sella a delle Gs 1100, e una XT avevano fatto Istambul –Capadoccia tutto di fila perché la capitale a parer loro era cara, perché il traffico era eccessivo, ma noi presi dal fatto di essere in Turchia, visto i precedenti era impossibile perdersi, l'importante era sapere la giusta destinazione, poi presi dal fatto che spendere 30€ a notte una doppia con colazione non era esoso per noi, era più scandaloso spendere 30€ per due pizze in Italia, cosi decidiamo per la capitale.
Partenza come al solito verso le 8.30, sempre per il solito motivo verso Ankara, l'asfalto fino ad ora era stato buono con punte mediocri ma sempre scorrevole fino in Capadoccia, ma chi pensava che da li in poi l'asfalto era ancora peggio.
Con la scusante del caldo e il passaggio di enormi camion caricati all'inverosimile, le strade erano in uno stato più simile a delle rotaie del treno concave con qualche bella buca simil fossato messa di traverso che al ricordo del piano da bigliardo di casa nostra, costringendomi a correre più delle volte al centro della strada, con abbassamenti di velocità al limite del bloccaggio dei freni.
Lungo la strada ci fermiamo a visitare uno dei laghi salati con la scusante di una sosta ristoratrice, anche il lago era preso d'assalto da turisti questa volta Spagnoli i quali con fare molto altezzoso rompevano come un branco di galline starnazzanti
al che risaliamo in sella, diamo un salutino a due struzzi che erano li recintati e via per la capitale arrivando alle porte di Ankara con un traffico impazzito che ci prende d'assalto, cerchiamo di chiedere informazioni riguardante la zona descritta nella guida e sempre con molto piacere ci spiegano la destinazione in Turco e poi ci regalano pure un set di cartine avanzate di tutte le località turistiche tra l'altro già visitate alla partenza del nostro giro.
Avanziamo lentamente non capendo dalla carta la distanza che dobbiamo percorrere, sbagliamo una uscita della tangenziale, chiediamo ogni km informazioni sul quartiere della guida con risposta sempre "LA", come il muratore Turco a Cesme, ma questa volta non è sufficiente tanto che chiediamo pure ad un taxista che gentilmente per comune direzione ci scorta fino ad una via del centro indicandomi, giriamo come indicatici e come per incanto ci ritroviamo immersi da una folla di gente che attraversa l'incrocio, ecco questo è il centro mi fa la Vale ed io Ma no!
Riusciamo a portarci nella zona della guida con un po' di fatica per colpa di innumerevoli sensi unici, l'hotel segnalato sempre nella Lonely, il meno caro era fallito da tempo così stanchi e spazientiti ci concediamo un Hotel a tre stelle, il direttore orgoglioso di avere dei motociclisti e pure Italiani mi fa parcheggiare davanti all'entrata vicinissimo alla porta d'ingresso, foto di rito.
Riusciamo dopo portato i bagagli nella stanza dopo una bella doccia a risaltare sù in sella per andare al museo Anatolico, poi alla vecchia città di Ankara, che dirvi, non è malvagia, la capitale certamente è caotica, ma mai come una Napoli o una Roma o una tangenziale di Mestre all'ora di punta.
Il quartiere dove soggiorniamo è molto vivo e caratteristico, pieno di caffè sullo stile Vine bar o Internet, bancarelle di antiquariato di vario genere, fumetti, dischi, giocattoli in vecchio stile stazionano in viuzze laterali alla principale, moltissimi ragazzi, ragazze vestiti all'europea che passeggiano in uno stato confusionale creato da musiche dal vivo dei ristoranti che campeggiano ai lati, profumi di cibo mischiati a quelli di tabacco e di fragranze dolci femminili.
Cena e via a nanna per affrontare l'indomani un altro giro di boa del nostro viaggio, Ankara –Istambul.
Il mattino viva Dio non veniamo svegliati dal solito rito islamico, colazione con calma e ripartiamo, ci mettiamo un po' ad uscire dal centro ma poi riusciamo ad imboccare la via giusta.
Ankara oltre ad essere divisa in due parti una commerciale e una popolare è una città posta sopra un alto piano, fatto stà che ci troviamo a salire sempre di più sulla catena montuosa per poter ritornare poi verso la costa, come se da Bologna e Firenze non ci fossero curve corvette ma un lungo rettilineo che sale e uno che scende, temperatura che passa dai 30 e più gradi ai 8 meno meno, un freddo della m…..a.
Dopo quattro ore arriviamo in zona Istambul, intravediamo la costa, il mar Nero che si congiunge al Mar di Marmara ci avviciniamo sempre di più che paradossalmente il caos incontrato nella capitale non era nulla in confronto a quello che ci stavamo imbattendo, proseguendo mi fermo un attimo perché la Vale non si sentiva bene causa forti crampi allo stomaco, questo sintomo poi mi capitò pure a me con attacchi acuti, passato riprendiamo in direzione Istambul.
L'autostrada finisce ad un grande barriera autostradale come le nostre per intenderci, grosse colonne di macchine e mezzi ad attendere di pagare il pedaggio eccetto quelli che hanno il Telepass Turco, io riesco a intrufolarmici dentro dopo averne sorpassato tutta di un fiato una, ed ecco di nuovo, i Turchi a dispetto di noi Italiani piacevolmente compiaciuti non si lamentano e mi lasciano passare, da noi sono già fuori dal finestrino che tirano giù il signore oltre che te e tutta la tua famiglia.
Seguo la cartina, che ero riuscito ad infilare assieme a quella del tutto città di Istambul nella borsa serbatoio e seguendo pian piano sbuco proprio di fronte al Bosforo, che spettacolo, un paio di foto al ponte e ai poliziotti in GS 1200 che pattugliavano fermi in quell'istante.
Eravamo li come al solito naso sulla carta che un tipo insella ad un GS 650 facendo per se stesso manovre da free style tra il traffico si ferma e con fare ormai abituatoci in inglese ci chiede se avevamo problemi, da dove venivamo, dove dovessimo andare, io gli indico la strada e lui mi guarda e mi risponde:" long way, follow me, no problem" lo seguo, carico come un somaro con la stessa agilità di ciao piaggio che cerco con riuscita a schivare macchine furgoni incroci allo stop all'limite , slalom sopra slalom per stargli dietro fino ad arrivare alle porte del quertiere di Sultanamht.
Ringraziamo questo angelo di motociclista e ci portiamo in zona, sempre dalla Lonley, dava vicino alla moschea blu svariati hotel, armati di pazienza con una faccia sfinita chiediamo a tutti se hanno, dopo aver trovato di tutto e quando dico di tutto intendo tutto l'impossibile e assurdo, troviamo alloggio in un Hotel-Pension che per 30€ (questo in euro) con colazione bagno in comune ci da ospitalità.
Che dire di tre giorni trascorsi ad Istambul, molto affascinanti, la Moschea Blu, il palazzo Top Kapi, la cattedrale Cisterna, i Deversci che vedremmo con tanto di Tv a riprenderli ha lasciato in noi un senso di magia, sei come ipnotizzato dopo un po', il perché lo ritrovi vedendo la gente, ti rendi conto che Istambul è stata un vero proprio intreccio di civiltà, ideeologie politiche, filosofiche, storiche, tre giorni trascorsi nel visitare quelle che erano i musei più importanti, ma sufficienti per innamorartene, potevamo fre di più certo ma per noi è andato bene così.
Consiglio vivamente Istambul come località da trascorrerci una settimana di vacanza come unica meta Turca, le escursioni in barca tra il mar di Marmara e i Mar Nero attraversando il Bosforo, le Ammam cosi dette le famose saune e bagni turchi non vi lasceranno di certo a bocca asciutta nei riguardi di una nazione da un fascino storico contemporaneo.
Dopo questa parentesi ci rimettiamo in viaggio destinazione Troy, il traffico ci permette medie elevate fino al bivio di Borza, un pesino che stando alla carta seguendo la strada ci avrebbe portato a Canakkale seguendo la costa facendoci risparmiare un bel po' di km, ma colpo di scena la strada è battuta con strapiombi per 80km e pendenze del 15/20%, inizio a percorrerla ma oltre al ghiaino mi ritrovo buche modello fossato e l'andatura da prima sostenuta era ormai a passo d'uomo, pochi minuti per girare la moto e ritornare al punto del bivio per riprendere la nuova strada, inseguito mi resi conto che quella dove ci trovavamo era la via vecchia e ci avrebbe portato oltre a fare un passo di montagna non poco piacevole ci avrebbe fatto perdere più di due ore di percorrenza per soli 80km.
Nel tardo pomeriggio arriviamo sullo stretto di Dardarelli, pagando una sciocchezza traghettiamo a Canakkale sponda apposta, cerchiamo subito un hotel, seguiamo la guida senza nessun risultato, al che mentre sostavamo poco vicino ad un Hotel appena visitato una persona distinta si avvicina a noi, chiedendomi se cercavamo un hotel, mi spiega che il suo hotel è nuovissimo appena fatto che ha delle ottime stanze pulite accoglienti, la Vale un po' scettica mi ordina di non considerare l'offerta ma io invece annuisco e lo seguo.
Mi fa vedere la suit e poi le camere ordinarie, tutto nello standard del nostro hotel a 5 stelle, concordo la tariffa di 80 lira con colazione e così al mio ritorno spiegando alla Vale che era bellissimo fino a quando non ci entrava dentro non ci credeva poi visto la camera si è praticamente trasferita in pianta stabile.
Soggiorniamo due giorni, i quali li trascorriamo tra le rovine di Troia sito a pochi km da Canakkale, rovine suggestive in quanto la storia narra di come per merito di un cavallo di legno riuscirono a conquistare Troia, specifico un cavallo deposto alle porte del sito lo ha fatto il comune per attirare di più i turisti, invece molto più bello è quello lasciato dagli Studios mentre giravano il film Troy.
Facciamo qualche giretto qua e là in centro e in camera in pieno relax con condizionatore e tv satellitare .
Partiamo con tranquillità per Bergama, la strada ci porta svallicare una montagna per poi scendere a valle lungo la costa, veniamo sorpassati a altri due motociclisti Turchi in sella a R1 e Kawa Zx 6, il traffico è quasi nullo tanto che, appena fatto un dosso molto alto compiendo la manovra di sorpasso alla velocità di 60km/h una sw scassata di un Turko che andava pianissimo scatta qui il colpo di scena.
A distanza di un km e più una pattuglia di Turki già fuori con braccia inalzate mi segnalano di rallentare e fermarmi, io con un km a disposizione me la sono presa con comodo, a tal puto che il Polis annuiva fermatomi:Ai ai ai, poi ridendo con un gesto da anormale mi mima il sorpasso che secondo la banda Bassotti non dovevo, così mi intima di scendere e di mostrare i documenti, mi chiede da dove venivamo e vedendo dalla I di Italia attaccata sul bauletto corre dagli altri due Amigos con fare della serie lasciamoli stare, ma uno che deve essere stato il capo, il più stronzo, fa segno con la testa di no, un no categorico, io osservando la scena dico tra me e me:" ma va fanculo sbirro di m……a"
Il capitano della truffa mi invita ad avvicinarmi al finestrino della Much Patron una versione di quella di Alan Bangio che più povera di così non si poteva e con poche parole in Turco mi intima di pagare in Lira Turca l'equivalente 260€ , io dico di no e lui mi scrive sempre nello stesso foglietto 180€, ed io sempre di no dicendo una frase che avevo già sentito dire a mò di imprecazione in albergo, quando il direttore non riusciva a far funzionare il satellitare della Tv:" Halla!, Halla!Halla!", insomma per farla breve mi spilla dal portafoglio 35€ l'equivalente di 60Lira, dopo che alla Vale gli dicevo di stare tranquilla e non tirare fuori nessun quattrino, paghiamo dopo averci persino intimato ad un mio:"I dont' no I FINISCH MONEY", di andare al bancomat trattenendosi i documenti, così, incazzati e offesi, non ci fermiamo neppure a Bergama ma tiro diritto per altri 500km fino a Cesme circunnavigando Izmir erroneamente sotto 40 gradi, troveremo ristoro in un hotel a poche centinai di metri alla dogana con piscina per 40 Lira Turca a notte con colazione con un bel fuck off polis finale.
Il giorno dopo come consigliato dalla Marmara ci siamo presentati agli sportelli alle 20, 00 con conseguente check in finale nella nave alle 23.30, atri due giorni di odissea per poi sbarcare ad Ancona con l'ennesimo rito di festeggiamento, cena in un ristorantino in centro con conseguente brusco ritorno alla normalità dopo aver pagato il conto, poi sempre nella tarda serata via a casa con arrivo definitivo alle 4, 00 del mattino stanchi morti ma contenti .
Ha dimenticavo di spiegarvi il motivo il quale i Turchi guardano con ammirazione i motociclisti, lo fanno per due motivi, uno pratico e uno idealistico, il primo è che per il 90% in Turchia i turchi viaggiano con moto Coreane di 250cc o scooter e molto pochi si posso permettere le blasonate, il secondo a detta di un Turco locale poi confermato da altri è il credere veramente più della passione per le due ruote ad un:" The motorcicle is free Life".
Consigli utili.
Per chi volesse andare in vacanza in Turchia consiglio:
Il passaporto,
La carta verde
Se non siete voi i proprietari, un documento delega notarile rilasciato da un agenzia pratiche auto, costo 60€
Abbigliamento:
un giubbotto moto estivo va benissimo se volete sentirvi sicuri anche se io e zavorrina siamo stati con un giubbotto di jaes.
Scarpe consiglio qualsiasi che diano tenuta e sicurezza, evitate gli stivali c'è da morire.
Casco se potete optate per jet soffrirete meno il caldo.
Guanti estivi.
Equipaggiamento:
Tranquilli i concessionari Honda ci sono quindi tranquilli, se la moto ha già ricevuto un tagliando di quelli buoni sarà più che sufficiente.
Portatevi dietro delle lenzuola in alcuni casi ci sono ma sono sporchissime ed eventuale carta igienica la Turchia più a est non troverete sempre poca.
Medicinali:
Le farmacie ci sono e non faranno fatica a darvi farmaci ottimi in caso di diarrea, come mi è capitato ingerendo l'acqua della doccia in Hotel erroneamente, consiglio non portatevi dietro fiale o altri liquidi medicinali, si cuociono nei bauletti al sole nei traferimenti garantito
Telefono:
Consiglio di acquistare una le loro schede telefoniche perché costano una miseria e stai un pacco di tempo al telefono.
Per le signorine:
Lasciate a casa i trucchi o sistemateli in modo o scegliete trucchi solidi perché con il caldo si squagliano, portatevi le buste delle salviettine deumidificate fidatevi.
Per le carte stradali:
Tranquilli sappiate che viaggiate in una nazione con la cultura di servire il turista, in qualsiasi momento vi troviate ci sarà sempre, giovane o anziano a chiedervi se avrete bisogno indicandovi la strada o addirittura nel portavi sul posto, comunque quelle in vendita da noi sono buone
Costi sostenuti
Certamente la Marmara Linees non è regalata, comunque con passaggio ponte andata e ritorno, prenoto in tutte le località, musei, cene, pranzi, benzina, regaletti vari, cartoline, extra, imprevisti per quasi un mese di vacanza dal 1/8 al 26/8/07 € 1200 a cranio.





