24 Novembre 2006
Posted in
News -
Viaggi
Mancano pochi giorni alla fine del mese di Luglio, che le telefonate della Valentina scopo del viaggio si fanno sempre piu' incalzanti,"Hai preparato la moto? L'hai fatta controllare?, Che ti porti?,ecc ecc".
Gia' da un po' preso dall'ansia del viaggio, mi ero messo a calcolare strade, km da percorrere, costi di carburante, carico della moto, disposizione pesi bauletti, Givi laterali, bauletto centrale Nonfango 852, borsa serbatoio.
Avevo gia fatto cambiare la copertura posteriore con una Mezeller Turach 130 a 14000km fa, dato che l'originale e' durata solo 4000km, poi una Mezeller sempre Turach nuova per l'anteriore 2/3giorni prima di partire, con un bel tagliando a seguito, quello dei 16000km.
Finche' arrivo' l'ultimo week end del mese di Luglio, da li, il primo di Agosto sarei partito, ma nel frattempo, nella attesa, che fare ?
Assieme al mio amico Antonio
Dopo la pizza ho salutato tutti e via come un razzo a casa.
Sono le 00.15, alle 3.15 del primo di Agosto sarei partito.
Do un ulteriore controllata a tutto,preparo gia' la moto,doccia e via a nanna per una lunga dormita di 30minuti.
Provare dormire! Nulla da fare!
L'eccitazione e' al massimo.
Tutto mi passava per la mente tranne che il sonno, mi alzo, mi vesto, caffe' e come da rito di una partenza alla Star Trek," accensione motori? Ok! ,luci? Ok!,olio? Ok!,temperatura acqua? Ok!, borsa serbatoio con cartina posizionata nel senso giusto? Ok!,saluto animaletti?ciao ciao Ok!".
Il conta km segnava 16120km alla partenza,salgo e via ...!
L'Aria della notte e' fresca, attraverso Cazzago, Dolo per dirigermi verso Chioggia, sono le 3.45 del mattino.
Non c'e' un cane per strada eccetto qualche fidanzato assonnato dal ritorno da qualche morosa che al semaforo mi guarda, con faccia perplessa e invidiosa.
Ma io via!
Sfreccio gia' a 120km/h per Calcroci, Campagnalupia per andare sulla bassa che mi portera' ad collegarmi con la Romea poco dopo Chioggia verso Sant'Anna.
L'aria si fa sempre piu' fresca a tal punto che sento freddo,ma io continuo imperterrito.
Da una colonnina di una farmacia vedo la temperatura: 11gradi,az! :-(, che freddo!
La magliettina con sopra il giubbotto estivo delle Furigan non bastano, tanto che a Ravenna presa l'autostrada mi fermo al primo autogrill a prendere uno di una lunga fila di caffe' che prendero' lungo il viaggio e la maglia a manica lunga ricercata come un oggetto smarrito nei bauletti laterali.
"Ma dove cazzo l'ho infilata" :-)
Non vi dico l'autogrill in che stato si trovava, sembrava essere preso d'assalto da un popolo di extracomunitari che invece di arrivare con baracche di navi, qui partivano con tutto cio' che si muoveva.
Per il momento erano fermi a riposare per poi iniziare a detta loro le vacanza a detta mia un calvario. :-)
Sono le 6.15 del mattino e gia sono nelle Marche.
Dalla costa poco dopo Ancona vedo il tramonto, doverosa la foto di rito.
La strada e' buona,ottimi i paesaggi, belle curve, non ci sono raffiche di vento,il traffico e' crescente ma non da fastidio, questo fino a Cittanova Marche poco piu' in giu'.
Ho gia' fatto un secondo pieno scarso senza contare quello alla partenza.
Poco prima di Bari piu' o meno, mi fermo per riposare un po' , la sella ribassata della Transalp e' molto comoda ma anche lei da delle scadenze al fondo schiena.
Nel riposare vicino alla moto a ridosso del muretto conosco altri due motociclisti di Milano
Con loro imparai, primo che il GPS non serve a nulla a meno che non ne hai uno da 1500 euro e non quello della Nokia cellulare, che il bluetooth funziona e molto bene,che per viaggiare basta olio motore e benzina.
Da li in poi compagni fino a poco prima di Lido Pizzo, localita' del versante Jonico.
Si riparte, io in coda, la Dominator in testa,al centro la Bmw, mantenendo la media dei 120/130 con una attenzione particolare al Toutor.
Non mancava tutto quello che c'e' per strada che dovevano aggiungere anche il Toutor, un calcolatore di distanza che nella media tra il primo passaggio al sensore e il secondo calcola la velocita'.
Cosi, eccoti recapitare a casa un bel ricordo targato poste italiane.
Come e' bella l'Italia sotto questo aspetto penso.
Al bivio verso Bari decido di proseguire per Taranto.La mia destinazione e' Cellino San Marco, Lecce, il paese di Albano Carrisi.
Svoltando a destra per Taranto un fon di aria calda, caldissima ci investe, passiamo la centrale eolica.
Gli autogrill sono semplici e in tutti i parcheggi ce sempre una guardia al controllo di eventuali furti, cosa a me gia' strana, ma ragazzi il paesaggio e' bellissimo.
Gli ultimi km che si scende dal colle verso Taranto sembra di stamparsi su di un quadro, la citte' con il mare i colori,poi entrati non e' il massimo.
Come si dice sbarcati o piu' precisamente pagato il biglietto, entriamo a Taranto.
Gia da li in poi capii come guidare, che gli stop, il dare la precedenza e il semaforo rosso, fosse solo un accordo tra due che si incontrano" passo io! No Passi tu! Ok passo io.."
Da li a poco abbiamo rischiato di fare un incidente, ci siamo ritrovati in fase di sorpasso e contemporaneamente sorpassati da altri due, mentre macchine e camion arrivavano.
Roba da non credere! :-(
Sbagliamo strada perche' detta mia della mia cartina dovevamo girare a destra a detta del gps no!
Risultato?
Ci ritroviamo in una via del porto frequentata alle 13.00 da prostitute e personaggi strani che guardano le moto in modo un po' strano.
A quello del Bmw gli dissi " oh! bello quel Gps vedo hai caricato anche i punti giusti o sono di serie!, tacci tua!" :-((
I paesaggi sono bellissimi, olivi centenari, lunghi rettilinei senza un semaforo, una rotonda,di tanto in tanto uno stop.
La visibilita' dei campi incolti che e' talmente vasta che quasi quasi ti viene voglia di tirar dritto.
Arrivo a Cellino alle 14.30.
Non c'e' un cane, il silenzio nel paese fa rimbombare tra le case le sgassate della mia Transalp che segnava km 981 sul parziale.
Stanco e felice dopo gli abbracci e i baci della Vale,una bella doccia, per poi concludere il mio arrivo pomeridiano con una bella pepata di cozze , gnam gnam!!!!!! :-))
La sera dopo un buon riposino la Vale mi vuole portare a Lecce, vuole a tutti i costi farmi vedere la stupenda cattedrale di Lecce, Santa croce, tutto in stile barocco, gotico molto sfarzoso .
Se si considera il tempo risalente si rimane esterrefatti dalle raffigurazioni, specialmente quelle in campo croce, sacro e profano, rimani cosi!
A bocca aperta. :-O
Di sera per la strada c'e' tanta gente.
Con fatica riusciamo a camminare per le strette vie del centro storico, a poco poco in certi punti mi dava la sensazione di Venezia quasi da farmi sentire a casa,sensazione piacevole considerato che al sud era la prima volta che mettevo piede.:-)
La citte' molto viva, piena di profumi e belle donne del sud, ci sono moltissimi Vine bar, molti ristoranti e nella piazza principale, dove e' raffigurata a terra una lupa nera che simboleggia la sfiga :-(, non mancano salti imbanchi e giocolieri di strada che rallegrano persone e bimbi creando un'arena attorno a loro.
Il giorno dopo alzati tardi, dopo una buona colazione, si decide di visitare un po' il versate Adriatico.
Visitiamo San Foca, Torre dell'Orso, Sant Andrea, per poi ritrovarci a raggiungere su invito telefonico la sorella della Vale che si trovava a Porto Cesario.
Consiglio a tutti di visitare Porto Cesario non tanto per le bellezze architettoniche inesistenti ma quanto per i ristoranti di pesce dove si mangia da dio spendendo veramente pochissimo.
Credo di non aver mai visto tante pescherie pari a tanti ristoranti al punto che in un di questi decidiamo di fermarci, alla nostra ordinazione vediamo casse di pesce che dalla pescheria andavano direttamente in cucina.Se questo non e' freschezza e servizio ditemi voi. :-) Lo Jonio e' bellissimo,mai visto prima!Posso paragonarlo ai mari visti nel programma di Licia Colo. Le spiagge dette lidi sono una vicino all'altra dandoti la sensazione di essere ai Caraibi.
Alcuni Lidi sono ancora cosi lasciato a se stesso, altri fornitissimi di tutto e di piu', anche di belle brasiliane che praticano degli ottimi massaggi.
Il colore chiaro e limpido del mare ti permette di vedere il fondale anche a 100mt dalla spiaggia di color bianco.
Ottimi posti questi per praticare immersioni , tutto cio' ti fanno dire ma siamo in Itala?.
La sera, a casa, si cena con la Puccia: una focaccia tagliata a mo' di panino e riempita con ingredienti a scelta.
Per capirci un disco fai da te.
Il mattino del giorno seguente verso le 9 vogliamo fare le cose per bene, si ritorna a Lecce, si fa colazione con caffe e pasticciotto.
Lo consiglio; ha le fattezze del blunkake ( si scrive cosi!) :-) quello del mulino bianco, per capirci, ma piu' solido e ripieno di crema buonissima.Una carica di energia, poi, pero', a voglia smaltirla :-)
Si parte verso Brindisi, citta' di frontiera, carina, molto semplice,piacevole,tanti da li s'imbarcano per la Grecia.
Consiglio di visitare il porto, ci sono molti posti dove cenare, alcuni chioschi con posti a sedere all'aperto che ti servono come al ristorante mangiando bene e spendendo veramente pochissimo.
Visitata ci siamo diretti ad Ostuni, , paese medioevale di pietra bianca posto in collina.
Gia' dalla strada alzando lo sguardo vedi un colore assurdo e' il colore bianco delle costruzioni che risalta e nello stesso tempo contrasta con tutti gli altri colori che circondano il paese.
E' posto su di un promontorio della collina le vie principali si affacciano al mare.
Classica postazione di avvistamento nemico nel medioevo. Molto bella! :-)
Se andate, consiglio di provare il nocciolino al bar del solito caffe, trattasi di un caffe servito in un bicchiere piccolo di vetro con una pallina di gelato alla nocciola, e le calorie si impennano. :-)
Ripartiamo, direzione Alberobello.
Il caldo continua incessante, di piu' di 34 gradi.
Il giubbotto della Furigan, nero, traforato estivo, da fermo non e' che fosse un'ottima idea, poi, in corsa, perfetto!
Da Ostuni facciamo il colle e pian piano godendoci l'aria e il magnifico paesaggio arriviamo ad Alberobello.Che dire! Il paese dei Puffi! :-)) No, scherzo! Molto pittoresco, un'intera citte' costruita in pietra a forma conica dal nome Trullo.

La maggior parte dei trulli,divenuti ora dei negozi di souvenir o musei da visitare,hanno conservato sul tetto i disegni con i quali in passato si distinguevano le famiglie piu' agiate o i loro ceti di appartenenza.
Io e la Vale da subito incominciamo a girare e fotografare.Entriamo anche a visitare un trullo della fine del 400 o gia', all'interno tanto mi prende un attacco di Immobiliarite , e incomincio," Soggiorno, cottura, camera, cameretta, ripostiglio",tanto che la Vale mi fa"oooh! non sei la lavoro!" :-)
Continuiamo il tour, entriamo in un trullo a vedere un plastico dell'intera citta'
Consiglio a chi capitasse di acquistare i trulli in miniatura in vera pietra con tanto di garanzia. Li danno da 10 euro in su.
La chiesa non e' male , l'architetto aveva gia' l'idee chiare, per il pulpito ha pensato di fare un bel soppalco, bello anche il tetto sempre a forma conica e raffigurazioni cristiane.
Stanchi, affamati e assetati entriamo in un trullo ( Da non so! Pizza da esporto e prodotti tipici).
La signora subito mi vede e mi fa assaggiare del pane al sesamo e all'olio ed io gnam gnam, la Vale che mi dice "solo tu questo".Io penso che non mi abbia scambiato per qualcun altro? bo! Apprezzo e butto giu. Anche del vino rosso fatto da lei, che dire " e vai col vin bon."Risultato?Ubriaco, no dai allegretto.
Mangiato, bevuto acquistiamo pacchi di tarallucci e Mostaccioli, altro prodotto tipico: biscotti con cioccolato fondente sopra." Notate poi questi prodotti ... :-)"
E' sera torniamo a casa per la Bari-Brindisi (autostrada gratuita), ad un autogrill ci fermiamo per un caffe e una sigaretta, no io! Scherzate! la Vale. :-)
Noto un tipo con una bici da montagna, preparata e caricata all'inverosimile,
Mi raccontava che per ora aveva cambiato piu' di 18 camere d'aria, che si era fermato per riempire la borraccia, che l'Italia era bellissima assieme alle donne.Poi saltato in sella, mi saluta, gli faccio i mie complimenti e lui via! Credetemi! guardandoci in faccia io e la Vale ci siamo sentiti piccolissimi :-O.
Rientrati stanchi, sudati, ci facciamo una bella doccia.
La sorella Sabrina ci fa trovare una cena a base di pesce, cozze gratinate, treccia di mozzarella che sara' la mia rovina per tutta la vacanza " na cura" vino rosso,insalata di polipo azz! e chi si alza da qui.:-)
La sera a Cellino non e' che ci fosse questa gran vita, in verita' anche al mio paese, Cazzago di Pianga, per divertirmi devo spostarmi di 30km, in Puglia la differenza sono 100km +/-.
Decido considerata l'atmosfera di darmi alla conversazione vinicola, se! non sapete cosa e'? mo ve la spiego!, parlando di tutto si continua dandoci di vino il primo che non riesce a formulare una frase di senso compiuto si alza e va a nanna,Immaginate il primo chi era?,hihihihi. Tanto, come si dice. Siamo in vacanza. :-)
Il giorno seguente c'e' la prendiamo con molta calma, a colazione,2/3 caffe e si! Minimo: yogurt magro, fette biscottate con marmellata,si guardano le previsioni del tempo, al Sud stupendo al Nord mancava solo la tormenta a tutto cio' che stava scendendo.
Finito si decide per il mare, Porto Cesario,bella localita' ripeto anche dal punto logistico, immaginate 40km di rettilineo senza nulla che vi possa far rallentare, " na figata".
Di tanto in tanto si incrocia qualche proiettile R1,R6, a manetta che si incrocia se e' la definizione, vista la velocita'.
Di sera gironzolando alla ricerca di una piazza ci fermiamo in un bar per un caffe e faccio conoscenza di un mafioso cinquantenne con fidanzata ventenne a seguito al quale stavo fotografando la moto per il mio amico Antonio.Aveva una ZX12R,( avra' pensato che fossi dell'anti crimine),visto che mi chiedeva sempre di fargli vedere le foto.
Moto preparata con: scarico 4 in 1 Akropovic, rimappatrura centralina, corona e pignoni, per un totate alla ruota di 250cv, un tipo lui, la moto altro razzo e cosi tra un amaro e un altro la Puglia si incontra con il Veneto.
Tutto ok! Io dicevo alla Vale, questo quando la moto andava a dx e qualche volta a sx al rientro a casa, mai fatte cosi e' tante curve in un rettilineo hahah :-).
E la prima settimana vola! Sufficiente per farmi una mia idea sul Salento: una terra sconosciuta, dura, con fascino, dalla importanza storica. Certo, magari, ti verrebbe da dire che se uno degli imprenditori del nord venisse giu' la ribalterebbe per quante cose mancano, ma forse e' giusto che rimanghi tale, una terra a molti Italiani sconosciuta, contraddittoria alle volte, come dicono, LU' SOLE, LU' MARE, LU' VIENTU'.
Fatta questa considerazione, la Vale assieme a sua sorella e a Fabbrizio mi fa la sorpresa di prendere una casa a Santa Cesaria Terme, paese sulla costa a Sud della Puglia posto tra Otranto e Santa Maria di Leuca.
Si parte, il viaggio nel viaggio.Arriviamo nel pomeriggio, verso le 17.00.Il tempo non e' dei migliori ma io e Fabrizio decidiamo lo stesso di andare a fare un tuffo mentre le donne cucinano e sistemano la casa.
A differenza del versante Jonico, il versante Adriatico e' composto per lo piu' da scogli, piu' caratteristico ma meno pratico della spiaggia Jonica.
Il mare e' un po' mosso, nubi che si compattano preannunciando un temporale ma noi io e Fabrizio continuiamo indisturbati a tentar di buttarci da uno scoglio di una altezza non indifferente, finche' il rimbombo di un tuono e il seguirsi della pioggia ci riportano a casa come due pulcini bagnati.
La sera visto il tempo, si opta per la macchina, e si va al Caicco, un impianto balneare, creato sugli scogli,fronte mare dove la gente la sera seduta sui divanetti beve, di giorno si fa il bagno con la possibilita' di usufruire di una ottima cucina.
Il mare e' bellissimo di sera, guardando seduto dal divano in pelle del Caicco fronte mare, percepisco la fine dell'Italia dall'orizzonte illuminato dalla luna, i quali ti fanno presagire proprio un senso di infinito.
L'indomani prendiamo la moto, prima in centro per la colazione poi via di nuovo al Caicco,certo di sera. E' molto affascinante, di giorno e' piacevole, con tutte delle terrazze fronte mare con scalinate che si uniscono per poi portarti giu in acqua.
Fronte al Caicco ci sono degli scogli come a creare una piscina naturale con due vie di fugga verso il mare aperto. L'acqua e' fantastica, la profondita' e' di 1.5mt con punti di 2mt, nuotando si puo' raggiungere una delle tante grotte di acqua sulfurea.
Io ce l'ho fatta in 40tappe, ho percorso circa 300mt poco meno per arrivare alla grotta piu vicina per godermi lo spettacolo, Poi non vi dico il ritorno. :-((
A pranzo nel mettere in ordine le idee mi faccio servire un altro piatto tipico: le Friselle, del pan biscotto rotondo e piatto ammorbidito in acqua condito con pomodoro olio e sale molto piacevole a mangiarle.
Riordinate le idee, si decide di star tranquilli passando la giornata al mare per poi la sera di andare a visitare Otranto.
Cena a base di cozze 4kg: (c'e' il guscio),polpo, e calamari.
Mai mangiato cosi tanto pesce in vita mia, d'obbligo andare ad Otranto solo per digerire.
La strada che porta ad Otranto costeggia la costa in modo tortuoso ma piacevole, in certi punti la strada si avvicina moltissimo allo strapiombo e lo spettacolo dato dalla luna riflessa sul mare immenso ti fa perdere la mente.
Poi la strada segue un po' l'entroterra in cui si trova un'altra torre di avvistamento una delle 260 torri servite al tempo delle invasioni a comunicare l'arrivo del nemico.Molto suggestive.
Arriviamo ma veniamo subito bloccati da un'orda di auto che cercano di entrare in qualche buco. Gia' qui rimpiango la moto :-(
Fatti tutti i preamboli tra cui un principio di scontro verbale per un parcheggio ci fiondiamo in centro, tempestati da negozietti e souvenir,(vi consiglio di acquistare i fischietti caratteristici di Otranto). Nella mia testa pero' c'era il bisogno di ritornarci con piu, calma in moto di giorno.
Le stradine del centro storico sono strette e pittoresche sempre medievali, erano iper affollate stile effetto discoteca. Ricordate?,fila di destra che scende, fila di sinistra che sale, il mezzo non esiste, anzi il mezzo e' occupato da qualche mamma isterica. "Piccola nota: al sud le mamme girano con certi passeggini dalle sembianze da fuori serie, con freni a disco e telaio tubolare in lega, mha! Non e' che per caso vogliano gia dare un indirizzo al bimbo :-)".
Le vie caratteristiche medievali poche ma molto affascinanti rappresentano Otranto in modo quasi fiabesco, i locali caratteristici, i profumo dei cibi, le musiche in sottofondo che si sentono fanno apprezzare la citta' in tutta la sua cultura,vita.
Contenti e rilassati per essere riusciti a uscire indenni da quella orda di gente, gia' pensavo al giorno dopo,tanto che l'indomani io e la Vale dopo la colazione in centro, muniti del solo bauletto centrale ci portiamo con la moto di nuovo ad Otranto, per visitarla meglio nella speranza di non ritrovare il caos della sera. Bhe! appena fuori da Santa Cesaria, imboccato la salita del fianco della montagna lungo la strada che porta ad Otranto ci troviamo di fronte ad uno scenario fantastico: la stessa strada percorsa la sera, fronte mare, illuminata dalla sola luna, lascia spazio ai colori, del mare,del celo, altrettanto bellissimi e suggestionabili.Mi fermo su di una piazzetta a strapiombo sul mare, per ammirare l'orizzonte, rimanendo in sella di fronte a tutto questo, ad un certo punto il senso di infinito sopraggiungeva, aumentando il senso di vertigine del vuoto."Az che effetto!" :-0
Continuando nell'entro terra si provava la sensazione di essere in un altro continente, di essere ritornati in alcuni luoghi indietro nel tempo, come se l'anima medioevale, la vita di quei luoghi fossero in qualche modo rimasti,conservati.
Otranto di giorno ha un'altra anima, la citta' si offre tranquilla, piacevole, tanto che incominciamo a gironzolare,visitiamo il castello, , molto interessante,un classico castello a difesa della citta' con mura di grande spessore per resistere ai colpi di cannone del nemico.
Castello costituito esclusivamente per la difesa, le stanze infatti, per lo piu' predisposte e studiate per colpire il nemico da diverse angolazioni. Particolare: la sala a triangolo con tetto a scafo di nave rovesciato, le stanze dove dormivano i soldati, la camera funeraria. Consiglio una visitina.
Per le vie del centro si possono notare le mura semi distrutte, la mia attenzione fu tratta da alcune faccine di bimbo o giu' di li con alle estremita' delle ali poste sopra a delle porte come a guardia di esse. Seguendo il perimetro delle mura nel versante ovest ci si ritrova fronte mare di Otranto molto piacevole, si puo' notare il porticciolo, la spiaggia e il colore del mare costante colore della Puglia.
Stanchi per la camminata decidiamo di ritornare a Santa Cesaria a prender il sole col pensiero di andare a visitare la parte centrale del tacco Santa Maria di Leuca e il versante Jonico il giorno dopo. I divertimenti in quelle zone non mancano, ci sono il Gibo' e il Bluebay, discoteche con piscina indimenticabili.
Piu' bella e' il Gibo', costruita sul fianco della montagna parete rocciosa fronte mare. Ballando si vede l'ultima parte del tacco della nostra Italia con un mare nero illuminato dalla luna. Una favola la notte.
Nel il pomeriggio c'e' il Baretto, luogo fatto con molta semplicita' messo a disposizione dal comune di Santa Cesaria dalla fattezze di oasi e capanna che dopo le 18.00,si scatena un Dj con musica da disco per non dire belle tipeJ e il mangiare a go go e qui una diapositiva non guasta.
Arriva il Di Day,no! scusate esagero!,comunque, dopo una colazione abbondante con 2/3 caffe, fette biscottate con burro, succhi vari, si parte. Prima tappa: Castro ,bellissima localita' , anch'essa affacciata sul mare.Consiglio di andare a mangiare del buon pesce presso il ristorante "Alla Grotta", il cibo e' ottimo locale raffinato, il buffet e' imperiale, la spesa " un az".
Li ci fermiamo a visitare una delle tante grotte che costeggiano la costa: la Zinzulusa, tradotto lo strofinaccio. All'interno ci ritroviamo tra stalattiti e stalagmiti fino ad arrivare, ovviamente accompagnati al centro della grotta. I lavoranti del tempo alla ricerca di minerali scoprirono nella Zinzulusa causa le migliaia di pipistrelli che l'abitavano, un gigantesco cumulo di sterco lasciato dagli stessi.
Intuito le preziose proprieta' di utilizzo in agricoltura o altro,incominciarono a rimuoverlo lasciando in questa fase a mani nude le loro firme e vari disegni senza rendersi conto che tale materiale usato " lo sterco" era indelebile rimanendo fino ad'oggi. Ricordate quando per giocare mettevamo le manine nel cemento appena fatto da papa' ?, ho scrivevamo via Juve abbasso Inter sui muri di casa, ricordate?. Ora so che anche le mie scritte fatte sul muro di casa mia, mentre mio nonno mi rincorreva con il bastone, saranno scritte storiche". Non si finisce mai di apprendere" :-)
Da quel posto magnifico pieno di "sterco", scherzo! scendiamo poi verso Trifase fino ad arrivare al Ciolo: un ponte che collega da parte a parte un insenatura. Diciamo piu' uno sbrego, anche se molto bello e suggestivo. Continuando a scendere, la strada e' talmente a ridosso del mare che ti sembra di cadere,alle volte fa una parabolica, altre s'impenna altre ancora si schianta verso il basso.Osservando la costa la fantasia mi riportava a quelle tipiche foto turistiche della Scozia e mi faceva pensare che con una moto stradale ci sarebbe da divertirsi, questo fino a quasi Santa Maria di Leuca.
L'ultimo tratto,gli ultimi km a segnalarti la fine dell'Italia come a darti il benvenuto, il faro di avvistamento navale ristrutturato. E come se mi segnalasse di aver raggiunto una meta importante,un viaggio lungo, di aver raggiunto la fine di un principio che poi subito dopo ri iniziarne un altro.
La citta' non e' gigantesca, classica citta' di mare, molto semplice, la costa Adriatica e' molto piu' particolare di quella Jonica. Lungo il molo ci fermiamo ad un bar per una bibita, fatalita' parcheggiata di fronte al bar una bellissima Transalp bianca e blu prima serie.Il proprietario della moto e del bar un napoletano simpatico che non perde tempo di fotografarle assieme come un incontro tra il passato e il presente.
Assieme parliamo delle solite cose, come va , i viaggi fatti da lui i miei ecc ecc.La mia TA dalla partenza ora ha gia' 17600km, e il viaggio e' solo a meta' .
Ripartiamo con andatura moderata, 60/70km/h a mo di scooteristi per caso, per goderci il panorama, per poi rientrare visto l'orario, a Santa Cesaria.Troppo bello il Salento.
Siamo quasi alla fine della settimana di vacanza a Santa Cesaria, che gli animi incominciano gia' ad intristirsi. Otranto, Castro, Leuca incominciano gia' ad essere dei bei ricordi e come ogni fine vacanza c'e' sempre il rimpianto di aver fatto poco per gustarsela e noi intanto dobbiamo lasciare la casuccia per rientrare a Cellino. :-(((
Che dire sul paese piu' famoso d'Italia?, bhe!. Forse la sua definizione e' dire un po' incasinato,credo che sia l'unico paese che all'aspetto sembra piccolo poi non si sa come ti perdi da quanto grande. Il centro che capisci che lo dalle classiche impostazioni, piazza, chiesa, resto delle vie se non sai muoverti perdi eppure non e' una metropoli. Misa che il Tom Tom prima dimetterlo sul mercato o hanno provato li. :-)
E' di rigore visitare le Tenute Albano Carrisi o a detta sua "IL bosco di Albano". Molto bella la tenuta con pizzeria, sala discografica, Bungalow per dormire,Cosa strana che mi era sempre apparsa da quando ero li a Cellino e' il pensiero, l'animo della gente con Albano, come posso dire,non e' che siano cosi tanto entusiasti. Va be. Comunque merita una visitina, la pizza e' buona e non si spende tantissimo.
Il giorno seguente, tanto per non rimanere a corto di km eravamo gia a quota 2800km circa, decidiamo su proposta della Vale di andare a Gallipoli, noto paese storico sul versante Jonico.Si parte di mattina verso le 9.30, direzione Lecce, poi superstrada Lecce Santa Maria di Leuca circa a meta' seguiamo le indicazioni per Gallipoli.
Arriviamo verso le 11.00,dopo varie tappe, e troviamo un paese simile a Napoli ma in miniatura senza il Vesuvio. Orda di Scooter,moto chi a destra chi a sinistra ed io come un fesso che giravo con faccia allibita.Visto il centro, la zona della riva dei pescatori, ci portiamo verso Santa Caterina ,Porto Selvaggio dove, ci siamo fermati per degustare un ottimo piatto di Friselle, al locale dal nome Fico d'India dato dai svariati
alberi di Fico,per poi ritornare verso Porto Cesario e via lungo fino Cellino.
La moto fino a ora e' sempre stata perfetta, olio,freni,gomme,tutto ok, non ha mai dato un cenno di cedimento meccanico o altro. Che ne so un raggio, che salta, visto il peso caricato, qualche problema al sistema di riconoscimento chiave. Nulla di nulla!. L'unica sola preoccupazione,la benzina. Ci sarebbe voluta una spia di riserva,quella non avrebbe guastato.
Per me la vacanza giunge al termine, che fare? pensavo,si sa l'avventura per un motociclista, come dice la Vale, e' da quando si sale in sella in poi ..., tanto che mi viene un'altra idea, perche' durante il percorso di rientro non fermarsi a visitare un po del Gargano, magari perche' no! Padre Pio! . Comunque la stessa sera decidiamo di dare un ultimo saluto a Lecce in un grazioso ristorantino, soffocando gia' la malinconia con del buon pesce e vino pugliese. :-))
E' Venerdi mattina, la roba da vestire e' gia nei bauletti, con una differenza: non sarei tornato a casa solo mi avrebbe fatto compagnia la Vale.Dopo i saluti e qualche lacrimuccia Jpartiamo, destinazione Gargano,San Giovanni Rotondo, casa di Padre Pio.
L'aria dalla freschezza del mattino lascia a poco poco posto al caldo infernale del giorno, 36gradi.
Ci fermiamo a San Pietro per un pasticciotto e un caffe e poi via. La strada e' scorrevole, questo fino a Bari, poi la caoticita' della citta' si fa sentire ma nulla di che, qualche maledizione a quelli che s'impiantavano sotto il mio posteriore,ma ormai normale rutin.
La strada continua, qualche altro motociclista ci accompagna involontariamente.Il mio pensiero dopo poco tempo cadeva gia' sull'interfono: ottimo strumento di comunicazione, con la zavorrina dietro, ma va bene cosi, mi sono detto i prossimi risparmi lo comprero', intanto rallento cosi si parla, non avevamo orari da rispettare.
Dopo varie soste fisiologiche, riusciamo ad arrivare in zona Gargano, immaginate una radura tagliata da una strada, con all'orizzonte i monti,scavalcati anch'essi da quella strada che state percorrendo.Ma! Ma! Questo non e' il Gargano, questo e' il Texas,no! mi sbagliavo ero ancora in Puglia.
A meta' di questa radura giriamo a sinistra per salire sul monte da Padre Pio,qualche tornante bello ripido, ma la Transalp i suoi pochi cavalli, su questo non si lasciano intimorire, fino ad arrivare su a San Giovanni Rotondo.Qui veniamo accolti da una miriade di Hotel di tutte le grandezze, altri in costruzione,tutti attorno al santuario , pulman di turisti in arrivo, altri in partenza.
Saliamo ancora, fino ad arrivare quasi di fronte e gia' a poche centinaia di metri vediamo: una folla di gente dirigersi verso il santuario, altre persone poste ai lati che invitano i fedeli ad andare a mangiare per il pranzo nei loro ristoranti, bancarelle che vendevano ogni cosa riguardante padre Pio, comprese le classiche maglie della nazionale. Sempre ai lati della strada dei menestrelli che allietano con violino i fedeli.Tutto cio' un po' comincia a darmi fastidio, tutto questo sfruttamento, come si dice uso e sopruso del nome di Padre Pio.
Entriamo,caschi in mano, non sapevamo dove riporli, la moto era full.Subito all'ingresso degli a detti al controllo intimano alle donne che portavano canottiere o maglie a manica corta di avvolgersi in un nailon o tessuto bianco a mo' di scialle, per poi tutti in fila per seguire un percorso che da li a poco ci avrebbe fatto vedere la casa, i luoghi in cui aveva vissuto il santo.
Continuiamo l'avanzata, noto moltissimi fedeli che si accingono a scrivere grazie.Li guardo incuriosito, quasi divertito, chiedendomi a chi mai arriveranno per poi poterle esaudire, forse agli addetti all'ingresso o a qualche studio di marketing per migliorare ulteriormente lo sfruttamento del nome di Padre Pio.Continuiamo la processione: donne, bambini,signore anziane, .Ogni tanto una voce che se ne esce imprecando con tono imperativo di fare silenzio perche' ci trovavamo in un luogo sacro. Dopo questo ordine, avrei ribattuto se era luogo sacro anche il punto scoop appena dentro la chiesa. La Vale che mi dice stai buono!, va bhe!.
Si continua a salire, la gente comincia ad ammassarsi sulle scalinate con conseguente sospensione sullo scalino.Vogliono proprio far sudare questo pellegrinaggio, mi dico.In tanto salendo, per raggiungere la sala funeraria e le varie stanze di vita giornaliera del santo accresce un silenzio generale, una sorte di atmosfera suggestiva, tanto che io e la Vale ci ammutoliamo e da li in poi non spiccicheremo una parola fino all'uscita.
Arrivati alla tomba funeraria gia' dalla scalinata che poi porta gia' vicino al santo, la sensazione di qualcosa "di sopranaturale" si percepisce, si fa piu' forte. A terra vicino alla tomba protetta da una inferriata,c'erano monete,soldi di carta da 100 euro a i 5 euro di questi una montagna,qualche foto tessera di qualche persona. Al che io e la Vale" e moliamo" il gesto, gettiamo 40 euro per le nostre famiglie,subito pero' mi viene da pensare che se bastassero 40 euro di fronte alle possibili sfortune?, Il mio pensiero poi si allarga e se dovessimo quantificare tutti i problemi futuri della gente forse tutto il denaro del mondo non basterebbe.Da li capisco che e' la nostra cultura che ci porta a venerare qualcuno che ci possa aiutare spiritualmente, abbinandolo anche al denaro. Credete che Dio abbia chiesto denaro per aiutare la povera gente? Va bhe! Considerazioni mie!
Sempre con compostezza, eccetto i soliti con a seguito passeggini, nonna,bisnonna,nipoti ecc, riusciamo a vedere, la cella di Padre Pio , le bende usate per coprire le stimmate lasciata da Cristo, ,i luoghi di meditazione, gli abiti talari , la bacheca dove raccoglieva le lettere di grazie dei fedeli alle quali lui rispondeva, ,le onorificenze ricevute per il bene fatto, ,la vecchia chiesa dove celebrava la messa , e infine, lui padre Pio, a grandezza quasi naturale per poi sempre, nel luogo sacro un bello scoop con tutto e di piu'. La gente infatti, dopo tutto questo credo, impazzita, si lancia a compere.In quel momento la mia fede incominciava a vacillare. :-(
Usciti ancora ammutoliti, ci guardiamo, e come da un ritorno al futuro ci rendiamo conto dell'importanza del Santo ma quanto spergiuro ci viene da dire.
Saltiamo di nuovo in sella,erano le 13.30 poco piu' decidiamo di proseguire dal versante opposto per poi ricollegarmi all'autostrada Adriatica, il caldo non molla, il paesaggio che pian piano lasciavamo alla spalle tra rocce e tornanti in discesa, fa spazio ai primi cenni di stanchezza, la visita al santuario ci ha un po sciupati!
Riprendiamo l'autostrada, il caldo e' a dir poco impossibile, il motore della Transalp scalda e il colore nero non facilita la vita, faccio altre tre tappe prima di decidere che sarebbe stato meglio fermarci in qualche alberghetto a riposare,che facciamo usciamo a San Benedetto del Tronto dritti in cerca di un Hotel.
Cerca,domanda, ne troviamo uno carino a 150metri dal mare, con parcheggio per la moto custodito,la camera e' carina, tempo di espletare i soliti documenti, porto su i bauletti e via sotto la doccia, non avevo mai amato cosi quella cameretta, costo 80 euro con colazione al giorno "e non a testa!"
Lavati,riposati,chiediamo alla reception una pizzeria e ce ne indicano una che fanno una ottima pizza e si spende poco, poi capiamo che la pizzeria era convenzionata con l'Hotel, poco importa dato che era tutto squisito,mangiato bevuto, distrutti come degli automi ci dirigiamo incamera per restarci fino l'indomani della partenza.
Al mattino belli freschi, facciamo una buona colazione, con calma vado a prendere la moto, salgo a recuperar i bauletti, intanto un quartetto di vecchietti controllavano le operazioni di carico e la moto, con classica domanda" Da dove venite?", mi dico " va bhe! sarebbe lunga" e mi limito a dire da Santa Maria di Leuca ,controllato tutto,saliamo in sella e si riparte, autostrada e via fino a Treviso seconda dimora e luogo di incontro al tempo della Vale.
Il traffico del rientro e' esagerato, per molti tratti mi sono trovato a correre in corsia di emergenza,alcuni solo altri assieme ad altre moto,Harley King Road, Aprilia Capo Nord caricata all'inverosimile, e molte altre, di tanto in tanto qualche " ebete" con R1 o Kawa zx, che passava come un proiettile dalla corsia di emergenza alle macchine, fortunatamente liscia senza conseguenza :-((
L'Andatura dopo l'ultima sosta fatta poco prima di Rimini, aumenta,nuvolosi minacciosi si fanno vedere, tanto che a Ravenna, incominciai ad indossare la tuta anti pioggia visto le gocce che scendevano sempre di piu', per nulla poi, perche' poco prima di Ravenna non pioveva piu', risultato piccola sauna, e le sole ginocchia bagnate per la Vale fortunatamente,anche questa volta l'abbiamo scampata :-).
Poco prima dei lidi Ferraresi decidiamo di fare un'altra sosta per mangiare un boccone in ristorante lungo l'Adriatica,fino ad'ora avevamo solo bevuto caffe' e qualche coca, bhe! sto ancora digerendo il pollo fritto.
Ripartiti dopo fatto lo slalom tra le buche della Adriatica indenni arrivammo a Treviso per le 19.00 "ora locale", accolti dai vicini della Vale fummo tempestati di domande" come e' andata?, cosa avete visto?ecc ecc"il mio pensiero un po era rimasto li in Puglia e un po mi diceva che l'indomani sarei stato in ufficio :-(( e gia! la classica crisi di fine vacanza mi stava assalendo, la mia Transalp segnava 3440km in piu' dalla partenza, non sarei piu' sceso, sarei ripartito per qualche altra avventura, magari per Capo Nord o il Marocco,che bello che e' viaggiare in moto.
RINGRAZIAMENTI :-)
Un ringraziamento lo faccio ai ragazzi della Dream Bike di Cazzago di Pianga il mio paese, che tempestivamente con il loro controllo sono potuto partire.
Un ringraziamento lo faccio alla Valentina che ha sopportato senza nessun tipo di abbigliamento tecnico eventi atmosferici,il viaggio e me!
Ai famigliari della Vale che mi hanno ospitato con la loro generosita' e l'ottima cucina che contraddistingue la gente del Sud. " ho preso 3kg" :-)
Un ringraziamento lo faccio agli amici della Lissta Transalp Italia per alcuni semplici consigli pratici.
Un ringraziamento alla mia Transalp, prima moto scelta minuziosamente per incoronare i miei sogni da viaggiatore, che per giorni come una mula, sempre a medie altissime, mi ha permesso di realizzare questo bellissimo viaggio. Senza batter ciglio!
Un ringraziamento lo faccio alla mia memoria, che al primo colpo mi ha permesso di ricordare tutto cio' che si e' visto, provato, per poi raccontarvelo.
KM 3440
EQUIPAGGIAMENTO
1. Casco Nolan E102 en-con Io!
2. Casco Jet Nolan E42 en-con Vale!
3. Giubbotto estivo traforato della Furigan con protezioni
4. Stivali Furigan (utilizzati solo per la meta' del viaggio)
5. Tuta anti pioggia (marca sconosciuta)
6. 3 bauletti (2 laterali Givi 40lt) (1 Nonfango 852)
7. Catena anti furto (poteva pure rimanere a casa)
8. Borsa da serbatoio 10lt con attacco magnetico (marca sconosciuta)
9. Guanti estivi




