27 Luglio 2006
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Viaggi
Austria - Repubblica Ceca - Polonia - Slovacchia - Ungheria - Slovenia
10 agosto 2005, si parte

Sono nervoso, è la prima volta che faccio tanta strada tutta di fila, e per giunta fuori dall'Italia.
Le valigione che mi sono costruito terranno? Cavoli, basterebbe una foratura a crearmi problemi, non ho fatto a tempo a comprare le leve smontagomme e.. bè ormai è tardi per pensarci.
La sera prima di partire vado in garage, e faccio due chiacchiere con la moto.
Decidiamo di partire molto presto, temo di trovare troppo caldo durante il viaggio,
inoltre, tanto non avrei dormito..
Si va, destinazione Villach-Salisburgo.
Austria
La strada corre veloce, senza intoppi, in men che non si dica siamo al confine, acquistiamo la vignetta e via.
Le autostrade austriache sono una bellezza, forse non per il fondo, a me piace quel bell'asfalto granoso che lì latita, ma ci sono stazioni di servizio ad ogni angolo, parcheggi dove si vuole, e automobilisti rispettosi all'inverosimile di chi va in moto.
La sorpresa poco carina è il pedaggio, caro, per il tunnel dei Tauri, ma tant'è...
Arriviamo a Salisburgo sotto una pioggerellina leggera e ci accorgiamo che la cartina stampata prima di partire non è molto utile a trovare la pensione prenotata, per fortuna dopo un paio di tentativi, due simpatici ragazzi ci spiegano come arrivare.
Ci siamo fermati presso Haus Stainer, http://www.haussteiner.com/ nella immediata periferia di Salisburgo, in Moosstrasse. Quella via pullula di pensioni, pensioncine e simili, vi consiglio di dirigervi lì e troverete sicuramente qualcosa.
Si arriva in centro facilmente con un autobus in pochi minuti, ed è molto tranquillo, in mezzo al verde.
Il pomeriggio gironzoliamo per Salisburgo, non stupendoci più di tanto che l'accento che si sente più di frequente sia quello romano, dilapidiamo un monte di soldi in palle di Mozart, e a via a nanna.
In giro anche il giorno dopo, saliamo sulla collina che porta al castello, e percorriamo la meravigliosa strada panoramica, così fra una foto, un paio di hot dog meravigliosi, un migliaio di suonatori di strada e il solito migliaio di km a piedi per vie, viette e viuzze (Daniela deve avere dei cromosomi da maratoneta..) la giornata scorre via.

Repubblica Ceca
Anche il viaggio verso la repubblica Ceca fila via senza problemi, passato con un pochino di emozione il confine notiamo subito che le condizioni del manto stradale sono ben peggiori, rattoppi, asfalto lucido (sai con la pioggia..) qualche buca di troppo..ma almeno qui le autostrade non si pagano.
Gli ultimi 30 km sono molto belli, anche se siamo stanchi, ci godiamo la stradina che corre sulla riva della Vltava (Moldava) e che ci accompagna a Cesky Krumlov.
Dopo qualche giro di troppo, arriviamo alla pensioncina che ci ospiterà, Penzion Weber http://www.ckrumlov.info/docs/en/uby184.xml.
Per trovare un posto in anticipo a Cesky Krumlov è consigliatissimo cercare qui: http://www.ckrumlov.info/apps/en/katalog.xsp?node=Accommodation
Se il posto da voi scelto non è disponibile ve ne troveranno uno al volo secondo le vs esigenze.
In alternativa, arrivati dirigetevi all'Infocentrum, dove dei ragazzi molto efficienti faranno lo stesso.
La pensione è fantastica, un posto elegantissimo e la proprietaria è una giovane donna molto carina e gentile, che mi costa moolte occhiatacce da Daniela.
Cesky Krumlov è un incanto, impossibile non innamorarsene.
Circondata dalla Vltava (sta in una ansa del fiume che la avvolge) e sovrastata dal meraviglioso castello è una cittadina ben conservata, strapiena di turisti, ma che non perde per un solo secondo nulla del suo fascino.
Andateci, munitevi di una piantina, che tanto vi perderete di sicuro anche se è piccolissima, e girate a zonzo per le viuzze.

Il castello è stupendo e merita una visita, da prenotare il giorno prima.
I prezzi sono sulla media ceca, ovvero, per noi, irrisori: una birra costa fra le 14 e le 20 Kc (30 Kc=1 euro) un pranzo, dalle 70-80 Kc per un gulash con gli immacabili gnocchi di pane, alle 210 corone pagate per una cena luculliana alla Tavern U dwau Maryí http://www.ckrumlov.cz/uk/mesto/rpphv/t_udmary.htm che ripropone piatti medievali boemi su tavolini di legno in riva alla Vltava. Un posto meraviglioso, che fra l'altro offre la migliore birra che mi sia capitata durante il viaggio.
I pernottamenti in città sono leggermente costosi, vista la mole di turisti, ma comunque con 700Kc - 900Kc potrete avere una doppia con bagno nel centro.
Se avete tempo potete noleggiare una canoa e divertirvi sulla Vltava come fanno giorno e notte centinaia di ragazzi cechi.
Ah, una nota: se vi piace la birra, in repubblica Ceca troverete il paradiso, in nessun posto al mondo è così buona, occhio però, il tasso alcoolico consentito è 0 per chi guida.
A questo proposito vicino a Cesky Krumlov, c'è Ceske Budejovice, bella cittadina patria della celebre Budvar o Budweiser, birra che l'omonima americana cercò di comprare venendo bloccata addirittura da un intervento del governo Ceco.
Praga
L'arrivo a Praga non è dei migliori.
L'uscita sbagliata dall'autostrada ci porta a girare per un paio di ore alla ricerca dalla strada dove si trova la pensione prenotata.

Praga è grandissima, la periferia è molto vasta e non riusciamo ad orientarci, così comincia il rosario delle richieste di informazioni che alla fine ci portano ad arrivare, stanchi morti. Ma il peggio deve ancora venire.
Trovato il campanello, suono, salgo e scopro che ci sono altre persone ad occupare la stanza che credevamo ci aspettasse: intanto fuori piove.
Se vi capita, pensateci bene prima di contattare questo signore: http://www.koprtur.iol.cz/ital.htm, le cui camere fra l'atro sono ben diverse dalle foto.
Scendo incazzato come una iena idrofoba, e, a una ventina di metri vedo una insegna su una facciata arancione che spicca nel grigiore della giornata e dei palazzi
circostanti. Sarà lì che ci fermeremo: http://www.ariva-guesthouse.com/
Un posticino originale e carino a Zizkov, non troppo lontano dal centro gestita da due simpatici ragazzi, unico neo, caretta per il nostro preventivo. Un parcheggio custodito è a pochi minuti a piedi sotto la torre della televisione.
A noi Praga è piaciuta molto, ci sono un sacco di cose da vedere, e in 4 giorni, anche se correndo come i matti siamo riusciti a girarla per bene.
Non perderò troppo tempo a descrivervi tutto, vi darò solo qualche consiglio:
Imperdibile il ponte Carlo all'alba, o di notte, quando c'è poca gente.
Se decidete di visitare il castello (Hrad) sappiate che la cattedrale di San Vito è splendida, mentre la visita al castello mi ha deluso assai, ci sono solo poche stanze aperte, il vicolo d'Oro,è carino ma dopo Cesky Krumlov.. Alle 11 circa c'è il cambio della guardia, se lo volete vedere portatevi per tempo verso l'ingresso principale.
Il quartiere del castello , Hradcany è bello, ma lontani da negozi e ristoranti, sono cari.
Da vedere anche Piazza Venceslao, la chiesa di San Nicola a Mala Strana, molto bello e tranquillo Vysehrad, il nucleo del primo insediamento a Praga.
I mezzi pubblici sono eccellenti, ma ricordate di comprare e timbrare i biglietti, i controlli sono molto frequenti, specie sulla metro, e se non avete il biglietto il controllore fa arrivare la polizia.
Se avete bisogno di un supermercato, memorizzate la posizione di Tesco, e se volete mangiare qualcosa al volo, vi delizieranno i panini già pronti tipici della repubblica ceca, chlebicky, occhio solo a quelli con dosi di maionese da collasso; ottimi quelli della Crocodile, ( http://www.crocodile.cz/sort.php ).
Se poi non volete spendere ci sono molti bufet dove potete ordinare e sedervi a un tavolino per mangiare qualcosa di caldo, sia gulash o piatti cinesi (consiglio Da Trang vicino alla stazione centrale , Hlavny Nadrazi).
Occhio ai dintorni delle stazioni di notte...
Polonia
Il viaggio verso la Polonia è stato terribile... vento e vento e vento ancora.
Tutta la Moravia con raffiche di vento che ci costringono ad andare a non più di 70 all'ora, con la moto che balla come un fuscello, anche se carica come un somaro. e i camion che sorpassano.. sai che bello...
Arriviamo al confine sfiniti, ma contenti.
Le strade polacche sono incredibili. O meglio è abbastanza incredibile chiamarle strade, secondo i nostri canoni di percorribilità e sicurezza.
Le caratteristiche principali sono tre: traffico di autoarticolati, rattoppi e i koleiny, che poi sono simpatici solchi profondi anche 20 cm impressi nell'asfalto dai camion. Non molto divertenti se si viaggia in due in moto stracarichi..
C'è da dire che stanno facendo lavori su lavori per sistemare le strade, e quindi aspettatevi per qualche anno cantieri immensi nelle autostrade.
I panorami che ci aspettano nelle prime zone attraversate ricordano il passato di paese dl blocco sovietico, capannoni immensi color ruggine, acciaierie e fonderie una dietro l'altra, e camion, su camion su camion e polvere su polvere su polvere..
Appena usciti dalle autostrade verso Katowice, entriamo nella splendida campagna della Malopolska, strade rattoppate, ma paesaggi e quiete bucolica che ci ripaga del viaggio.
Fra un trattore qua e là, una signora con due mucche al guinzaglio e un ciclista che ci saluta dicendo nonsocosa, arriviamo a Oswiecim.
Ci fermiamo all'hotel Galicja ( http://www.hotelgalicja.com.pl ) un posto molto bello, non caro e con un ristorante eccellente, gentilisimi anche nelle prenotazioni via internet.
Il giorno successivo prendiamo un taxi per la visita al lager.
Le parole mancano per descrivere le sensazioni che si provano in un posto come quello. Il sangue gela nelle vene e viene quasi voglia di piangere, entrando in alcuni degli edifici.
Torniamo in albergo col tassista dell'andata, un tipo grosso e tatuato sulla cinquantina che corre a 120km/ su una stradina piena di bici. Ad un certo punto, con la massima nonchalance abbassa il finestrino, e prima di capire il perchè, lo annusiamo!! Porca vacca, ne ha mollata una da fare impallidire la voragine del monte Fato. Intestino marcio decisamente.
Torniamo in albergo, e dopo una passeggiata nei dintorni con fermata in un supermarket locale, prima di cena conosciamo un simpaticissimo motociclista comasco con cui dividiamo una birra.
Cena luculliana e a nanna.
Il giorno dopo facciamo da interpreti all'amico comasco che si farà una tirata fino in Italia (!!!) e via verso Cracovia.
Dopo un paio di km ci fermiamo ad una stazione di servizio, e un ragazo entile esce per dirci che ci sconsiglia quella strada...
Poco convinti proseguiamo... poi capisco il perchè del consiglio... si puo fare offroad su asfalto? SIIIII! la strada è un insieme continuo e incoerente di rattoppi uno sopra l'altro, in una campagna molto tranquilla, ma saranno 80km duri per il fondoschiena.
Arrivati a Cracovia raggiungiamo l'hotel Kazimierz in pieno quartiere ebraico, dove arriviamo con largo anticipo e delle receptionists abbastanza scostanti ci dicono che dobbiamo apsettare le 14 per entrare in camera: lo avessi saputo prima... Bè un girello nei dintorni e un pranzettino in un ristorantino lì vicino tappano il buco.
Il ricordo più bello di Cracovia è la splendida Rynek Glòwny, la piazza del mercato, grandissima e strapiena di gente, giocolieri, bancarelle, turisti, mimi, colombi..
Purtroppo la facciata del mercato è in restauro, ma la galleria interna fa bella mostra di colori e bancarelle per turisti.
Alle 12 alzate lo sguardo per vedere e sentire il trombettiere sulla cima del campanile della Chiesa di Santa Maria Vergine Assunta.
Ad ogni angolo troverete banchetti di venditori di ciambelle: le prezl che costano 1 zloty (o anche meno se si gira un pò!) l'equivalente di23 centesimi, niente per noi italiani visto che con quella somma ormai non ci si compra più nulla.. Le ciambelle sono molto buone, hanno il sapore del pane appena sfornato e sono leggermente salate.. ottime quelle guarnite con i semi di papavero! Sono anche grandi, quindi scacciano la fame durante le passeggiate per il centro.
In questa città abbiamo trovato però anche molta miseria, credo non scorderemo mai alcune persone incontrate, dal barbone che ci ha fatto un inchino con svolazzo di cappello per pochi spiccioli, al sorriso della vecchina a cui abbiamo comprato un sacchetto di ciambelle.
Ho letto poi che in alcune regioni della Polonia la miseria è davvero pesante, specialmente dopo il crollo del mercato del carbone.
Slovacchia
Da Cracovia ci mettiamo in viaggio verso la Slovacchia. Tappa nata dalla necessità di spezzare il trasferimento verso Budapest, si rivela un pezzo di viaggio che non scorderemo.
Poco prima del confine ci fermiamo a vedere una stupenda chiesa di legno nei pressi di Zakopane, arrivati al confine, che passiamo senza problemi, il cielo si fa sempre più scuro.
La meta è un paesino vicino Žilina, Vratna, dove ci aspetta la Penzion Rozsutec, http://www.penzionrozsutec.sk/.
I paesaggi sono mozzafiato, strade di montagna, boschi fittissimi e montagne dall'aspetto selvaggio.
Le strade sono terribili, asfalto lucido come uno specchio che con la pioggerellina mi crea davvero molti problemi nell'evitare una scivolata: le Trailmax in queste condizioni rivelano tutti i loro limiti.
Dopo avere chiesto informazioni toviamo la strada giusta che sale, sale, sale, e l'asfalto è sempre peggio, la moto scivola, ma quando arriviamo...
Ala fine ci siamo. Un posto spartano, la località è strapiena d'inverno, essendo un centro sciistico abbastanza noto ma di questa stagione c'è poca gente, e ci guardano un poco come alieni.
Siamo sfiniti, e abbiamo la triste sorpresa che lì non si pranza. Porca vacca, una fame da lupi e niente. Fra l'altro il gestore è sparito e il posto sembra abitato solo da noi, un golden retriever e dei gatti. Salvati dal fornello a gas e dalle buste Knorr ci riposiamo.
La cena non è meglio, una coscetta di pollo e una specie di dolce che.. bè, lasciamo perdere.. Meno male che la santa donna che sta con me mi tranquillizza. Il giorno dopo lo passiamo a spasso per i boschi, merita solo una nota la colazione con wurstel, crema alla nocciola che Daniela finisce (!!) e... anguria!!!
Ungheria
Il ricordo del trasferimento è solo uno: acqua: tanta, ma tanta, ma tanta.
Quando ci fermiamo nelle stazioni di servizio per fare benzina approfititamo per prendere qualcosa di caldo, e spesso i gestori ci lanciano delle occhiate impietosite.
L'arrivo a Budapest è traumatico, per il casino megagalattico di stradone a duemila corsie dove non capiamo una mazza. Un ragazzo si offre di guidarci all'albergo, ma guida come un forsennato e ad un certo punto ci abbandona più incasinati di prima. Alla fine ce la facciamo.
L'hotel è una specie di mega ostello non molto lussuoso, ma tant'è, costa poco e non è troppo lontano dal centro: hotel Griff junior http://www.gerandhotels.hu/griff.php.
Assolutamente non dovete mancare di visitare lo stupendo museo etnografico e il mercto centrale (Nagy Vasarcsarnok)uno spettacolo di colori, fra metri e metri di banconi che espongono peperoncini di ogni tipo e di ogni colore, salumi, e chi più ne ha più ne metta. Occhio solo ai prezzi, è una trappola per turisti.
Imperdibile anche la Collina del Castello, con lo splendido Bastione del Pescatore illuminato di sera in modo molto suggestivo e la collina di Gellért con uno splendido panorama sul Palazzo Reale, sul Danubio e sui suoi ponti.
Slovenia
Le notizie poco confortanti sulle alluvioni in mezza Europa, e un cielo, tanto per cambiare grigio con frequenti sprazzi di acqua ci fanno compagnia alla volta della Slovenia.
Comprata la vignetta iniziamo il trasferimento, un poco noioso, se non fosse per la sosta per pranzo sulle rive del lago Balaton.
Arriviamo a destinazione, con le solite difficoltà (abbiamo il senso dell'orientamento di due criceti ciechi, ma in fondo, girovagare è il bello di andare via in moto) vicino a Cerkvenjak, presso questo agriturismo: http://www.firbas.com/
Il posto è stupendo, l'accoglienza calorosa, e si mangia benissimo, ci voleva!
La sosta passa tranquilla, andiamo a zonzo per le stradine, ammirando le stupende colline, alcune case intonacate col fango, e una natura che non è ancora stata troppo violentata dal cemento.
Epilogo
Si ritorna in Italia, al confine facciamo amicizia con un camionista che chiacchiera un po' con noi ad una stazione di servizio, pieno di nostalgia di casa, noi invece, stiamo quasi sempre in silenzio, per tutto il viaggio, un poco smarriti dal fatto che questa meravigliosa avventura sia finita.
E' stata una esperienza indimenticabile.
Ringraziamenti speciali:
A Giorgio e Ridge per avermi aiutato a sistemare la moto, senza di loro non sarei partito, o non sarei arrivato.
Alla mia Transalp, che non mi ha mai tradito nemmeno per 10 metri.
A Daniela, compagna paziente di viaggio, grazie... per troppi motivi.
Special thanks:
Gli automobilisti austriaci che si sono spalmati in parte per farci passare in coda fuori Salisburgo
I camionisti che ci hanno sorpassati saltando una corsia per non annegarci in Slovacchia.
Il camionista italiano che ci ha fatto da guida per farci uscire da Brno o saremmo ancora lì a girare.
Le guardie di confine polacche che hanno guardto le mie valigie di alluminio con ammirazione (si sono vanitoso)
I due poliziotti ungheresi che ci hanno salutato con dita a V in autostrada.
Ciao
Paolo, Daniela e TA98 purple/silver, Padova




