14 Aprile 2004
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Viaggi
by Franz
Venerdì
Venerdì mattina tutto è pronto per la partenza. E' il primo raid che faccio con moto e moglie e nessun altro intorno. Non sono preoccupato e anche se lo fossi non vorrei che la mia preoccupazione si trasmettesse alla Manu che di viaggi così non ne ha mai fatti e non ho idea di come la prenda. Comunque tutto è deciso, sono le nove, ho fatto il pieno, attaccato borse, bauletto e borsa da serbatoio gentilmente prestata dal fondatore, si mette in moto, ci si scambia "un cinque" di buon viaggio e via!
Il programma prevede di non fare nemmeno un metro di autostrada, pertanto mi immetto sulla statale per Treviso con un traffico da paura e già mi viene un brivido a pensare che sarà così per molti e molti chilometri. Infatti lentamente passano Vigonza, Noale, Scorzè...
A Treviso (Villorba) una piccola sosta perchè la Manu ha freddo e così le passo il mio sottocasco che lei usa come fazzolettone davanti alla bocca (e lo terrà fino al ritorno). Alle undici suonate siamo a Vittorio Veneto, all'attacco del Fadalto e si comincia a vedere meno traffico finalmente!
Senza problemi si arriva in Cadore. prendo la strada per Auronzo pensando di fare il Passo Monte Croce Comelico, invece tengo la sinistra e finisco a Misurina. Penso: poco male, non cambia molto anche se preferivo fare il Passo, dato che il tempo sembra tenere botta. Infatti a Misurina nevica! Non tanto da mettere paura ma quel che basta a tenere alta la sensazione di freddo. Il lago è completamente ghiacciato e coperto di neve, sembra un gran prato....brevissima sosta per una foto

Arriva l'sms del fondatore che chiede come va e porta una jella.... Infatti, come rispondo che ce le siamo cavata meglio del previsto comincia a piovere e viene giù che è un piacere...beh, proprio un
piacere no, ma facciamo come quelli che lasciano che venga!
Abbiamo trovato una camera presso una famiglia sulla strada che porta al Grossglockner, appena fuori Lienz, così la sera andiamo a cena in Paese e siamo comodi alla ripartenza la mattina dopo. Infatti il programma prevede l'assalto al passo più alto dell'Austria con arrivo a Salisburgo nel pomeriggio del sabato. Trovata la camera troviamo anche una simpatica gasthof dove intavolo una conversazione con l'unico avventore presente. Tra due parole di inglese, una di tedesco e mezza di italiano scopro che il Grossglockner è chiuso! Delusione!
Inoltre 'Herr Wurstel' mi dà velatamente del matto a viaggiare con un tempo simile, ma mi fa coraggio dicendomi che normalmente al di là della montagna, dalla parte di Salisburgo, il tempo di solito è migliore. Urge modifica del programma e studio di strada alternativa.
Mi propongo di passare per Badgastein; la carta indica punti di interesse paesaggistico. La Manu mi dà il suo assenso e così è deciso. Amen! A nanna con 300 km alle spalle.
Sabato
Sveglia e colazione presso la famiglia che ci ha ospitato. Anche qui una parola di tedesco, mimica a profusione e vengo a sapere che per passare il tunnel di Badgastein bisogna montare la moto in treno e scendere dall'altra parte. Naaaaaaa!!!!!! Urge percorso alternativo!
Il padrone di casa mi spiega che posso passare per il Felbertauerntunnel. Si paga ma la strada è ottima e non si allunga il percorso. Vada per il tunnel a pagamento. Il tedesco ride e mi dice "Puon Fiaccio!" e fa segni con le braccia come a scaldarsi. Ridi Crucco, ridi!
Si parte. Il tempo è come il giorno prima; pare debba peggiorare ma tiene. I chilometri scorrono e ci godiamo la verde Austria. Vallate aperte, strade larghe, traffico quasi inesistente. proprio un bel
viaggiare, finchè non comincia a nevicare. Ma siamo a Pasqua o a Natale? che paesaggio invernale!

Ci buttiamo in questa galleria a quasi 1600 mt di quota, lunga oltre 5 Km da percorrere alla velocità massima di 80 Km/h. Arriva la fine e con l'uscita troviamo finalmente il sole. Mi torna in mente 'Herr Wurstel' e lo ringrazio di cuore

Abbiamo fatto presto e a metà pomeriggio avevamo già scaricato i nostri bagagli in albergo e ripartiti verso il centro città per dare una prima occhiata al centro storico. Abbiamo pure il tempo di
visitare il Duomo e fare i primo acquisti prima che il tempo cambi di nuovo e ricominci a piovere abbastanza insistentemente. Siccome avevamo lasciato le tute antiacqua in albergo abbiamo velocemente fatto marcia indietro e deciso che anche il sabato era finito. Cena tipica e a letto. Il contachilometri segna 480,00.
Domenica
Abbiamo sentito la pioggia battere sul tetto per tutta la notte ed eravamo molto pessimisti sul tempo del giorno di Pasqua. Verso mattina non si sente più la pioggia. Oh, che bello! Infatti nevica tanto fitto da non vedere molto più del tetto della casa vicino!
Glob! Che si fa? Si resta al calduccio o si esce lo stesso?
Decisione. Si lascia a casa la moto

Tutto il giorno è stato dedicato alla visita del centro. Volete un consiglio? Andateci ne vale veramente la pena.
Rientro a sera, doccia, cena e passeggiatina defaticante visto che non piove e non nevica più. La moto è sempre nel parcheggio, bagnata e in attesa di riprendere la strada. Segna sempre 480 km.
Lunedì
Fatti i bagagli e ripreso il viaggio decido di andare per un pezzetto in direzione sud per non incasinarmi a trovare la strada dal centro di Salisburgo verso Innsbruck che è la nostra prossima meta. La strada è sempre bella e scorrevole, oggi poi non piove e questo ci dà la sensazione di viaggiare molto più agevolmente. Si passa la vecchia frontiera con la Germania a Berehtesgaden per rientrare in Austria pochi km più avanti allo Stein Pass (540 m.slm).
Il motore gira chè è un piacere, non si corre e ci si godono i km verso Innsbruck sempre evitando l'autostrada e passando attraverso i paesetti tutti uguali e tutti carini. Fermata su consiglio di Alberto
a Wattens alla Fabbrica e Museo Swaroski. Pensavo ad una raccolta di pezzi in cristallo come in una vetrina. Beh, mi ricredo e mi pento di aver pensato male di Alberto. Accidenti che cose incredibili.
L'ingresso costa 8 euro (se compri qualcosa dopo ne scalano due) ma credetemi sono soldi ben spesi. Ci abbiamo passato un paio d'ore a dirci "guarda qua" ..." e questo?"...e "quest'altro?"....ma vedi che roba!"
Se poi avete anche dei milioni che vi avanzano e vi piace la cristalleria (e non solo quella) trovate sicuramente qualcosa da comprare. Da parte mia un presentino alla moglie; un pianofortino in
cristallo per la sua collezione. Doveroso come ringraziamento alla bella vacanza e rinnovato affetto.
Dieci km dopo sono a Innsbruck. sono le tre del pomeriggio e mangiando un buon panino ci facciamo la passeggiata lungo le vie del centro. Città strana. Manu la definisce "disordinata". Case antiche (o vecchie) e palazzi nuovi; architettura tipica tirolese e cemento armato; legno e facciate continue in vetro e acciaio si sposano (male) lungo tutte le vie anche vicino al centro storico che è
mantenuto fortunatamente allo stato originale. Negozi e bancarelle meritano essere visti e visitati.
Si fa sera, bisogna trovare un posto per pernottare avvicinandoci al confine, ma non come i turisti di Pasqua, attraverso il facile Brennero. Noi siamo Transalpisti e la tiriamo lunga per il Resia!
Alle sette siamo a Imst (sbagliando strada, ma le indicazioni non erano molto chiare) e sulla strada che porta a Landeck troviamo una pensione che ci dà camera, ottima cena (Manu la definisce 'spermatozoica') e garage chiuso per la moto. Contiamo che l'ultima tappa del nostro viaggio sia accompagnata da un tempo almeno decente! Abbiamo fatto finora 750 km.
Martedì
La vacanza volge al termine. Ci mettiamo in strada fra qualche spiraglio di sole che si intravede in mezzo alle nuvole basse.
Speriamo bene. Ritroviamo il traffico che avevamo dimenticato per un paio di giorni. Popolo di vacanzieri al rientro verso la Svizzera, la Germania e l'Italia (molto pochi). Il Resia si raggiunge in
un'oretta. La strada è molto facile e godibile. Il lago è una lastra di ghiaccio

comprarla....se lo dice uno col BMW..... Comunque è vero: la moto non ha fatto mezzo passo falso, sempre all'altezza delle aspettative e sicura in tutte le situazioni. Poi Trento, la Valsugana e rieccoci a
casa. Spengo il motore e posso rialzare il sedere dalla sella! il km segna 1156 km. Però!
Ringrazio la moglie che è stata stoicamente attaccata a guardare la parte posteriore del mio casco (lei dice che ho la 'testa da casco') e che mi ha confessato che venerdì, arrivati a Noale, voleva chiedermi di girare di 180 gradi e tornare a casa: troppo freddo! Mi ha fatto piacere quando poi, subito dopo ha detto: "dove andiamo la prossima volta?"
Scusate la lunghezza...mi sono lasciato prendere....
Manu e Franz




